La seduta di Wall Street del 10 marzo verrà ricordata come una delle peggiori nella storia di Tesla. Il colosso dell’auto elettrica di Elon Musk ha chiuso la giornata con un crollo di oltre il 15%, segnando la sua performance peggiore dal settembre 2020. Questa crisi si inserisce in un trend negativo che dura ormai da sette settimane consecutive, la serie più lunga di ribassi dalla quotazione dell’azienda sul Nasdaq nel 2010.
Persi oltre 800 miliardi di dollari di capitalizzazione
Il titolo Tesla ha subito un vero e proprio tracollo rispetto al suo picco di 479,86 dollari toccato lo scorso 17 dicembre, registrando una perdita di oltre il 50% del suo valore. Ciò ha comportato la cancellazione di più di 800 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, un colpo durissimo per gli investitori. Questo significa che il valore complessivo dell’azienda, dato dalla somma del valore delle sue azioni, si è più che dimezzato in meno di tre mesi. Un calo di questa portata ha conseguenze rilevanti, non solo per gli azionisti, ma anche per l’intera percezione del marchio Tesla sul mercato e per la fiducia nei confronti della leadership di Musk.
L’impatto della politica di Musk
Oltre alle difficoltà economiche del settore automobilistico, a pesare sul titolo Tesla è anche il coinvolgimento di Musk nella politica statunitense. Da quando ha assunto un ruolo chiave nell’amministrazione Trump, guidando il Dipartimento di efficienza energetica, il valore del marchio Tesla ha iniziato a deteriorarsi. La sua retorica politica ha portato a proteste e atti di vandalismo contro Tesla in tutti gli Stati Uniti. La situazione ha raggiunto un livello tale che alcuni ex sostenitori di Musk hanno iniziato a criticare apertamente le sue posizioni e le sue scelte. Manifestazioni, boicottaggi e persino atti di sabotaggio nei confronti delle auto Tesla sono diventati sempre più frequenti. “Quando le auto rischiano di essere danneggiate o incendiate, anche chi sostiene Musk potrebbe pensarci due volte prima di acquistare una Tesla”, ha dichiarato Ben Kallo, analista di Baird.
Vendite in picchiata in Europa
Oltre alla crisi reputazionale, Tesla sta affrontando anche una crisi nelle vendite. Secondo i dati dell’Acea (l’associazione europea dei costruttori di automobili), a gennaio 2025 le vendite di Tesla in Europa sono calate del 45%, con appena 9.945 unità vendute. Guardando solo l’Unione Europea, la situazione appare ancora più critica: le immatricolazioni di Tesla sono crollate del 50,3%, passando da 15.130 a 7.517 unità in un anno. Questa debolezza nelle vendite è ancora più preoccupante se si considera che, nello stesso periodo, il mercato delle auto completamente elettriche è cresciuto del 34%. Ciò significa che Tesla non solo sta perdendo terreno, ma sta anche cedendo quote di mercato alla concorrenza, che si sta espandendo in maniera più aggressiva.
Musk minimizza, Trump lo difende
Nonostante il crollo delle azioni, Musk si mostra fiducioso. Rispondendo su X al calo del titolo, ha dichiarato che “andrà tutto bene nel lungo termine“. Nel frattempo, il presidente Donald Trump è intervenuto in sua difesa, accusando la “sinistra radicale” di boicottare Tesla per motivi politici. Trump ha addirittura annunciato che comprerà una Tesla per dimostrare il suo supporto a Musk.
Il giudizio degli analisti: Musk deve agire
Secondo la banca d’investimento Wedbush, il titolo Tesla ha ancora potenziale. Tuttavia, gli analisti sottolineano che Musk deve riprendere il controllo dell’azienda e dimostrare maggiore impegno in questo momento critico. “Se Musk continuerà a concentrarsi solo sulla politica, il danno al marchio diventerà ancora più grave”, avvertono gli esperti. Le preoccupazioni sono concrete: gli analisti ricordano che in passato Tesla ha superato momenti difficili, ma sempre grazie al pieno coinvolgimento del suo CEO. Se Musk continuerà a dividersi tra politica e business, gli investitori potrebbero perdere definitivamente la fiducia nella sua capacità di gestione.
Gli investitori sono sempre più preoccupati
Un sondaggio condotto da Morgan Stanley rivela che l’85% degli investitori ritiene che l’impegno politico di Musk abbia un impatto negativo o estremamente negativo su Tesla. Inoltre, il 40% degli intervistati prevede un ulteriore calo delle vendite nel 2025. Questi dati confermano la crescente preoccupazione del mercato riguardo alla direzione presa dal CEO. Molti temono che Tesla possa perdere il vantaggio competitivo che aveva conquistato negli anni passati, soprattutto con l’emergere di nuove realtà nel settore dell’auto elettrica, come BYD, Lucid Motors e i produttori tradizionali che stanno accelerando la loro transizione all’elettrico.
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