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29/05/2026
Ferrari Luce: cosa dice la reazione del mercato al primo modello elettrico del marchio

Ferrari Luce: cosa dice la reazione del mercato al primo modello elettrico del marchio

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Ferrari è diventata uno dei casi di Borsa più osservati della settimana dopo la presentazione ufficiale della nuova Ferrari Luce, il primo modello elettrico del marchio. La reazione degli investitori, nell’immediato, è stata negativa. Nella seduta del 26 maggio il titolo ha perso l’8,37%, ha fallito il recupero il 27 maggio con un ulteriore ribasso dello 0,1% ed è rimbalzato poi 3,49% il 28 maggio. Un andamento altalenante che segnala una fase ancora incerta, in cui il mercato sta cercando di valutare l’impatto reale della svolta elettrica sul brand. Non è però la prima volta che la reazione degli investitori si muove in modo così netto su questo tema.

 

Un precedente già visto: la reazione al Capital Markets Day

Già in occasione del Capital Markets Day del 9 ottobre 2025, quando Ferrari aveva presentato il piano strategico al 2030 e mostrato la direzione verso l’elettrificazione, il mercato aveva reagito in modo molto simile (ne avevamo parlato anche qui). Anche in quel caso il titolo aveva registrato una forte discesa, con una perdita di oltre il 15% in una sola seduta, segnalando come gli investitori abbiano accolto con cautela la trasformazione industriale del gruppo. Il punto centrale, in entrambe le occasioni, non è tanto il singolo prodotto o piano industriale, quanto la difficoltà del mercato nel prezzare la transizione di un marchio storicamente legato ai motori tradizionali verso l’elettrico.

 

Cosa ha spaventato il mercato: prezzo, identità e transizione

La pressione sul titolo è legata a più fattori. Il primo riguarda il prezzo della Ferrari Luce, fissato intorno ai 550.000 euro, che ha sollevato dubbi sulla sostenibilità della domanda nel segmento ultra-lusso. Il secondo è la percezione della strategia industriale: una parte degli investitori teme che l’elettrificazione possa modificare gradualmente l’identità del brand, costruita su motori, esclusività e performance.

 

La difesa di Vigna: “un prodotto disruptive”

Il ceo Benedetto Vigna ha difeso la Ferrari Luce durante una tavola rotonda al Motor Valley Fest 2026 di Modena. Secondo Vigna, il modello è “disruptive”, cioè rompe gli schemi tradizionali del settore. Il manager ha spiegato che un prodotto di questo tipo può risultare difficile da comprendere per chi è abituato a vetture convenzionali. Ha inoltre sottolineato che la vettura ha attirato interesse sia da clienti storici sia da nuovi acquirenti, elemento chiave per la crescita futura della base clienti. Sulle critiche al design ha aggiunto che il modello deve essere “visto per capire che non è copiata” dai produttori cinesi e che rappresenta un’auto senza precedenti in termini di architettura e prestazioni.

 

Il prezzo come scelta strategica

Vigna ha inoltre difeso il posizionamento della vettura, fissata a circa 550.000 euro, affermando che “l’innovazione va fatta pagare”. In altre parole, il prezzo non è solo una barriera, ma anche uno strumento per valorizzare tecnologia, ricerca e filiera produttiva.

 

Una strategia che resta multi-motore

Sul fronte industriale, Ferrari ha ribadito che continuerà a sviluppare motori endotermici, ibridi ed elettrici, evitando una transizione esclusiva verso l’elettrico. Questo punto è centrale per il mercato, perché riduce il rischio percepito di una rottura troppo rapida con il modello storico del brand.

 

Perché il mercato ha reagito così

La dinamica del titolo riflette una tensione tipica delle fasi di trasformazione industriale. Da un lato, l’elettrificazione è una direzione inevitabile nel lungo periodo. Dall’altro, per Ferrari il valore non dipende solo dalla tecnologia, ma anche da identità, esclusività e continuità del marchio. Per questo ogni accelerazione strategica viene letta dal mercato come un momento di rivalutazione complessiva del business.


Credits: immagine da Ansa.it

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