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13/02/2026

La Banca Vaticana debutta in Borsa con indici etici, il deficit di bilancio Usa continua a crescere e San Valentino in India diventa festa di sé

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Questa settimana partiamo dal Vaticano che lancia indici etici in Borsa, Usa affrontano deficit record da 1,85 trilioni e in India San Valentino diventa festa del sé e del benessere personale.

La Banca Vaticana entra negli investimenti in Borsa con  indici ispirati ai valori cattolici

La Banca Vaticana compie un passo nuovo nel mondo degli investimenti finanziari lanciando due indici di Borsa che selezionano aziende ritenute compatibili con i principi etici cattolici. L’iniziativa potrebbe portare in futuro alla nascita di nuovi prodotti di investimento destinati al pubblico, come gli ETF, strumenti sempre più utilizzati dai risparmiatori.

Gli indici appena presentati seguono l’andamento di 50 grandi e medie aziende: uno è dedicato alle società dell’Eurozona, l’altro a quelle degli Stati Uniti. Le aziende incluse vengono scelte in base a criteri etici che tengono conto, secondo quanto dichiarato dall’istituto, di aspetti come l’attenzione alle persone e alla giustizia sociale.

Tra le aziende presenti nell’indice europeo figurano, per esempio, il produttore di tecnologie per semiconduttori ASML e la compagnia telefonica Deutsche Telekom. Nell’indice americano compaiono invece colossi come Amazon e Meta, la società che controlla Facebook e Instagram.

Secondo Giovanni Boscia, vice direttore generale della Banca Vaticana, questi nuovi strumenti permetteranno una gestione degli investimenti più trasparente e coerente con i valori della Chiesa, rafforzando il ruolo della banca come punto di riferimento finanziario per il mondo cattolico.

L’iniziativa potrebbe portare alla creazione di ETF, cioè fondi di investimento che si comprano e vendono in Borsa come fossero azioni. Questi strumenti replicano l’andamento di un indice e permettono ai risparmiatori di investire in molte aziende contemporaneamente con costi generalmente più contenuti.

Negli ultimi anni gli ETF sono diventati molto popolari: nel 2024 il mercato globale ha superato i 14.000 miliardi di dollari e potrebbe arrivare a circa 30.000 miliardi entro il 2029, secondo le stime di PricewaterhouseCoopers.

Parallelamente cresce anche l’interesse per investimenti che tengono conto di criteri etici e sociali. Un esempio è la famiglia di fondi Ave Maria Mutual Funds, che investe seguendo principi cattolici e gestisce quasi 4 miliardi di dollari. La nuova iniziativa arriva in un momento in cui la Banca Vaticana cerca da anni di migliorare la propria reputazione dopo scandali finanziari del passato. L’istituto è stato infatti coinvolto in diverse vicende giudiziarie legate a riciclaggio di denaro e cattiva gestione, tra cui il noto caso del Banco Ambrosiano negli anni Ottanta.

Nel 2021, inoltre, l’ex presidente della banca Angelo Caloia è stato condannato per riciclaggio e appropriazione indebita di milioni di euro legati alla vendita di immobili dell’istituto.

Con il lancio dei nuovi indici etici, la Banca Vaticana punta ora a rafforzare la propria immagine di istituzione finanziaria più trasparente e allineata ai valori che dichiara di rappresentare.

 

Deficit di bilancio Usa previsto a 1.853 trilioni di dollari nel 2026

Il Congressional Budget Office (CBO) prevede che il deficit di bilancio degli Stati Uniti crescerà leggermente nel fiscale 2026, raggiungendo 1.853 trilioni di dollari, segnalando che, nel complesso, le politiche economiche dell’amministrazione Trump stanno peggiorando la situazione fiscale del Paese in un contesto di bassa crescita economica.

Secondo il CBO, il deficit per il 2026 sarà pari a circa il 5,8% del PIL, sostanzialmente in linea con il 2025, quando il deficit aveva raggiunto 1.775 trilioni di dollari.

Tuttavia, il rapporto deficit/PIL negli Stati Uniti è previsto in media al 6,1% nei prossimi dieci anni, arrivando al 6,7% nel 2036, molto al di sopra dell’obiettivo del Segretario al Tesoro Scott Bessent, che punta a ridurlo a circa il 3% del PIL.

Una differenza importante rispetto alle stime dell’amministrazione Trump riguarda le previsioni di crescita economica: il CBO stima una crescita del PIL reale del 2,2% nel 2026, in calo a una media di circa 1,8% per il resto del decennio, valori significativamente inferiori rispetto alle proiezioni dell’amministrazione, che nelle ultime settimane ha suggerito una crescita del primo trimestre superiore al 6% grazie agli investimenti in fabbriche e centri dati per l’intelligenza artificiale.

Il deficit previsto per il 2026 è circa 100 miliardi di dollari in più rispetto alle previsioni del CBO di gennaio 2025 (+8%). Il deficit cumulativo nel periodo 2026‑2035 è stimato in 1,4 trilioni di dollari, pari a un incremento del 6%.

Secondo il CBO, la legge soprannominata “One Big Beautiful Bill” dell’amministrazione Trump, che ha esteso le riduzioni fiscali del 2017 e tagliato le spese per programmi sociali come Medicaid, stimolerà i consumi e gli investimenti privati quest’anno, ma aggiungerà 4,7 trilioni di dollari ai deficit USA nei prossimi dieci anni. La riduzione dell’immigrazione contribuirà per altri 500 miliardi.

L’aumento delle entrate derivante dai dazi doganali Trump ridurrà i deficit di circa 3 trilioni, considerando anche gli effetti economici e la riduzione dei pagamenti sul debito.

Il CBO stima, inoltre, che l’uso dell’intelligenza artificiale potrebbe far crescere leggermente l’economia americana, ma l’effetto previsto è modesto: circa lo 0,1% del PIL in più all’anno. L’amministrazione Trump punta a questa maggiore produttività anche come argomento per giustificare tassi d’interesse più bassi, sostenuti anche dal nominato presidente della Fed, Kevin Warsh.

I tassi sui Treasury a 10 anni rimarranno sostanzialmente agli stessi livelli attuali o leggermente più alti, un colpo per le speranze di Trump di ridurre i costi di finanziamento per i consumatori, considerando che la Federal Reserve potrebbe operare solo un taglio di un quarto di punto percentuale entro l’anno, anche se Warsh dovesse guidare la banca centrale entro giugno.

 

In India a San Valentino sempre più persone scelgono di festeggiare sé stesse

San Valentino in India non è più soltanto la festa delle coppie. Nelle grandi città sta emergendo una nuova tendenza: il 14 febbraio diventa sempre più un’occasione per investire su sé stessi, tra viaggi, benessere e piccole gratificazioni personali. Un cambiamento che riflette trasformazioni sociali ed economiche profonde e che sta costringendo aziende e pubblicitari a ripensare le proprie strategie.

Per anni il marketing di San Valentino si è basato su uno schema consolidato: regali romantici, cene a due e campagne pubblicitarie rivolte esclusivamente agli innamorati. Oggi però questo modello mostra i suoi limiti. Sempre più giovani indiani scelgono di sposarsi più tardi o di rimandare la vita di coppia, mentre cresce la quota di single nelle grandi aree urbane. Allo stesso tempo aumentano indipendenza economica e mobilità professionale, soprattutto tra le nuove generazioni.

Il risultato è un cambiamento nei consumi. Le spese che un tempo ruotavano attorno al matrimonio o ai regali di coppia si stanno spostando verso esperienze personali: viaggi, fitness, trattamenti di benessere, cura della persona e ristorazione di qualità. Settori che negli ultimi anni hanno registrato una crescita costante e che ora trovano in San Valentino un nuovo momento di business.

Per molti giovani professionisti urbani, la domanda non è più “con chi festeggio?”, ma “come mi concedo qualcosa per me?”. Viaggi in solitaria, iscrizioni in palestra, spa, cene gourmet o piccoli regali personali stanno diventando modi alternativi, e sempre più comuni, di vivere la ricorrenza.

Questo non significa che la festa perda valore commerciale, anzi: il mercato si allarga. Oltre alle coppie, entrano in gioco single, persone che scelgono di concentrarsi sulla carriera o sul benessere personale, e consumatori meno interessati alle celebrazioni romantiche tradizionali ma comunque disposti a spendere.

Anche il mondo degli influencer riflette questo cambiamento: funzionano sempre di più i contenuti legati all’autostima, alla crescita personale e alla cura di sé, mentre le narrazioni romantiche costruite a tavolino attirano meno attenzione.

Per le aziende il messaggio è chiaro: San Valentino non è più solo la festa degli innamorati, ma un’occasione per parlare di scelte personali e qualità della vita. L’amore resta importante, ma oggi, nelle città indiane, la vera novità è che sempre più persone scelgono prima di tutto sé stesse.

 

 

Foto Credits: Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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