Questa settimana partiamo dalla Russia che sta guadagnano dall’invasione dell’Ucraina attraverso la vendita di grano sottratto, passiamo al traguardo della Norvegia nel superare il numero di auto a benzina con quelle elettriche grazie ai ricavi petroliferi, e parliamo dell’ascesa del prezzo del caffè causato da fattori climatici e di mercato, con implicazioni per i coltivatori in Vietnam, Brasile e Cina.
La Russia guadagna dall’invasione dell’Ucraina vendendo grano rubato sul mercato nero
Il 16 settembre, il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo in cui afferma che, dal 2022, le forze russe in Ucraina hanno occupato alcune delle terre agricole più fertili d’Europa. I raccolti sono stati sequestrati o acquistati a basso costo, spesso con la forza. L’articolo spiega che il sistema utilizzato coinvolge una vasta rete di clienti che beneficiano del sistema di patrocinio della Russia in tempo di guerra. Tra questi ci sono un cantiere navale russo che supporta l’invasione, un’azienda affiliata alla Guardia Rivoluzionaria Iraniana e un uomo d’affari della Crimea che commercia con la Siria e Israele. Un’altra azienda vende attraverso gli Emirati Arabi Uniti. Nonostante sia difficile determinare il valore commerciale esatto, l’Ucraina ha stimato che dal 2022 l’operazione abbia esportato direttamente almeno 4 milioni di tonnellate di grano e altri prodotti dall’Ucraina occupata verso mercati internazionali, generando un fatturato di 800 milioni di dollari.
Norvegia: Le auto elettriche superano le benzina grazie ai proventi del petrolio
La Norvegia è il primo paese al mondo dove le auto elettriche hanno superato quelle a benzina, come riportato dal Consiglio norvegese per l’informazione sul traffico stradale (OFV). Al 16 settembre, su 2,8 milioni di auto registrate, 754.303 sono elettriche, superando le 753.905 a benzina. Le auto diesel restano le più diffuse con poco più di un milione di unità, ma si prevede che le elettriche le supereranno entro il 2026. Quasi tutte le nuove auto acquistate in Norvegia sono elettriche: nel 2024, oltre il 90% delle auto nuove erano elettriche, con un record del 94% a solo agosto. Questo trend contrasta nettamente con il resto d’Europa, dove le vendite di auto elettriche sono diminuite dalla fine del 2023. In Europa, il 12,5% delle nuove auto vendute è elettrico, mentre negli Stati Uniti è solo il 9%. Globalmente, il 18% delle nuove auto vendute è elettrico, con la Cina al secondo posto con il 60% di vendite di auto nuove elettriche.
Il successo delle auto elettriche in Norvegia si deve principalmente agli incentivi governativi. Il governo norvegese ambisce a raggiungere il 100% di nuove auto a zero emissioni entro il 2025, ben dieci anni prima degli obiettivi dell’Unione Europea. Le auto elettriche in Norvegia sono esentate da tasse di vendita e emissioni, usufruiscono di tariffe ridotte su autostrade e parcheggi e possono utilizzare le corsie dei mezzi pubblici. Queste agevolazioni iniziarono negli anni Novanta per supportare Think, una startup di veicoli elettrici. Gli incentivi, anche se costosi, sono sostenibili grazie agli introiti derivanti dalla vendita di petrolio. Va detto che la Norvegia vanta uno dei maggiori PIL pro capite al mondo. Nonostante i costi iniziali più elevati delle auto elettriche rispetto a quelle a benzina o diesel, gli incentivi le rendono competitive: oltre un milione di auto a benzina sono state rottamate negli ultimi 20 anni in favore di auto elettriche. Entro fine settembre, per la prima volta dal 2011, il numero di auto diesel dovrebbe calare sotto il milione. Le auto ibride, circa 350.000 in Norvegia, non sono incluse nel conteggio delle elettriche. OFV prevede che il totale delle auto in circolazione aumenterà da 2,8 a 3,1 milioni entro il 2030.
Come il frutto più puzzolente del mondo sta rendendo il caffè più costoso
Il prezzo del caffè potrebbe presto superare le 5 sterline a Londra e i 7 dollari a New York, a causa di una combinazione di fattori economici e ambientali nelle principali regioni produttrici, scrive la BBC. Secondo l’analista Judy Ganes, il costo dei chicchi di caffè non tostato sui mercati globali ha raggiunto un livello storicamente elevato. Questa situazione è causata da una serie di fattori, tra cui raccolti problematici, riserve esaurite e una sorprendente influenza del durian, il frutto più puzzolente del mondo, vietato sui mezzi pubblici in diversi Paesi asiatici per il suo odore. Nel 2021, una gelata ha devastato le coltivazioni in Brasile, il principale produttore di Arabica. Di fronte alla scarsità, molti si sono rivolti al Vietnam, produttore di Robusta, dove però i contadini hanno subìto una grave siccità. Questa crisi climatica ha spinto molti coltivatori vietnamiti a sostituire il caffè con il durian, molto richiesto in Cina. Secondo il consulente Will Frith, i coltivatori rispondono rapidamente alle fluttuazioni di mercato, e la quota di mercato del durian vietnamita in Cina è raddoppiata tra il 2023 e il 2024. Le esportazioni di Robusta dal Vietnam sono crollate del 50%, secondo l’Organizzazione Internazionale del Caffè, mentre Paesi come la Colombia e l’Uganda non riescono a colmare il gap. La conseguenza è un aumento dei prezzi di Arabica e Robusta ai massimi storici, afferma Ganes. Paul Armstrong, grossista di Carrara Coffee Roasters, avverte che i costi maggiori finiranno per pesare sui consumatori. Tuttavia, alcuni esperti come Felipe Barretto Croce di FAFCoffees in Brasile suggeriscono che l’aumento dei prezzi è legato più all’inflazione generale che al solo costo dei chicchi. Croce auspica un ritorno alla normalità con il prossimo raccolto primaverile in Brasile, che potrebbe riportare i prezzi a livelli più gestibili, a patto che le condizioni meteorologiche migliorino. Tuttavia, nel lungo termine, il cambiamento climatico rappresenta una sfida continua per l’industria del caffè, con possibili riduzioni significative delle aree coltivabili entro il 2050.
Foto Credit: Photo by VnExpress/Hoang Nam








