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11/04/2025

Le ambizioni del Vietnam minacciate dai dazi, negli Usa nuovo record per il prezzo delle uova e addio sanità gratuita in Corea del Nord

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Questa settimana, il Vietnam, tra i Paesi più colpiti dai nuovi dazi di Trump, spera in una tregua; Negli Usa, il prezzo delle uova raggiunge nuovi record, nonostante l’inflazione in calo. In Corea del Nord, gli ospedali pubblici iniziano a esporre i listini prezzi, segnando la fine della sanità gratuita.

Trump alleggerisce i dazi per 90 giorni: spiraglio per il Vietnam, ma l’Asia teme il contraccolpo

Con l’entrata in vigore dei nuovi dazi generalizzati voluti da Donald Trump, il Sud-Est asiatico si conferma tra le aree più colpite al mondo dopo la Cina. Vietnam e Cambogia guidano la lista con tariffe del 46% e 49%, seguiti da Thailandia (36%), Indonesia (32%), Malesia (24%), Filippine (17%) e Singapore (10%).

Per economie altamente dipendenti dall’export – verso gli Stati Uniti va circa il 30% del PIL vietnamita e il 25% di quello cambogiano – è uno shock potenzialmente devastante. In Vietnam, dove il leader To Lam punta a una crescita oltre l’8% l’anno e a un’economia high-tech entro il 2045, il mercato americano è centrale. È stato proprio questo l’impulso che nel 2023 ha portato all’elevazione delle relazioni bilaterali a Partenariato Strategico Globale.

Ma ora il piano vacilla. O almeno vacillava. Dopo un’offerta vietnamita di azzerare i dazi su tutti i beni statunitensi, il vicepremier Ho Duc Phoc è volato a Washington per negoziare. Il 9 aprile, a sorpresa, Trump ha annunciato una tregua: per i Paesi disposti a trattare, i dazi saranno ridotti temporaneamente al 10% per 90 giorni. Un’apertura che Hanoi ha colto al volo: i colloqui tecnici per un accordo commerciale bilaterale inizieranno subito, ha confermato il governo vietnamita.

Resta il nodo politico. Trump e il suo consigliere Peter Navarro accusano il Vietnam di mantenere barriere non tariffarie e di fungere da “ponte” per merci cinesi. Una narrazione smentita da studi indipendenti, che, spiega BBC, stimano tra il 7% e il 16% le re-esportazioni di prodotti cinesi, ben lontane da quel “un terzo” evocato da Navarro.

Anche la Cambogia ha chiesto una sospensione dei dazi, sostenuta dalla Camera di Commercio americana locale, che teme gravi ricadute sul settore tessile, dove lavorano 750.000 persone. Per Myanmar, in piena guerra civile, è arrivata una tariffa del 44% nonostante un’export verso gli USA inferiore all’1%.

Ironia della sorte, Trump era popolare nella regione. In Vietnam era apprezzato per la sua diplomazia pragmatica, e in Cambogia il premier Hun Manet, successore del padre Hun Sen, ne elogiava la durezza contro media dissidenti. Ora, quei sorrisi si sono trasformati in richieste di clemenza commerciale.

Uova alle stelle negli Usa: +6% a marzo, nuovo record nonostante il calo dell’inflazione

Negli Stati Uniti il prezzo delle uova continua a volare: +5,6% a marzo, con una media di 6,23 dollari a dozzina, secondo i dati pubblicati dal Bureau of Labor Statistics. È il terzo mese consecutivo di record storici: a febbraio erano 5,90 dollari, a gennaio 4,95. Rispetto a un anno fa, i prezzi sono più che raddoppiati.

Il rincaro arriva nonostante l’inflazione sia scesa: a marzo l’indice dei prezzi al consumo ha segnato -0,1% su base mensile (dato destagionalizzato), portando l’inflazione annua al 2,4%, in calo dal 2,8% di febbraio. Il rallentamento è legato soprattutto al crollo dei prezzi della benzina.

Ma l’aumento delle uova ha riacceso il dibattito sulle pratiche speculative dei grandi produttori. Cal-Maine, il colosso del settore che fornisce il 20% delle uova consumate nel Paese, ha riportato profitti record: 1 miliardo di dollari di extra profitti nei primi tre trimestri dell’anno fiscale, con utili triplicati rispetto allo stesso periodo del 2024 e quasi otto volte superiori a quelli dell’inizio dell’epidemia di influenza aviaria nel 2022.

Il Guardian ha riportato a marzo che aziende come Cal-Maine potrebbero utilizzare l’aviaria come pretesto per gonfiare i prezzi. Pochi giorni dopo, l’amministrazione Trump ha aperto un’indagine antitrust per sospetto cartello tra i principali produttori.

I prezzi delle uova stanno andando fuori controllo”, ha dichiarato Amanda Starbuck, direttrice della ricerca presso Food & Water Watch, chiedendo all’amministrazione di accelerare le indagini e frenare il potere delle grandi corporation alimentari.

Cal-Maine ha confermato di aver ricevuto la notifica dell’indagine a marzo e di collaborare con le autorità.

Il costo delle uova è stato centrale nel dibattito elettorale del 2024. Trump aveva promesso di ridurre il carovita. Ma secondo Goldman Sachs Asset Management, le nuove tariffe commerciali annunciate di recente potrebbero presto far risalire l’inflazione, complicando il lavoro della Fed.

Corea del Nord, addio sanità gratuita: ospedali pubblici espongono i listini prezzi

In Corea del Nord anche la sanità non è più “del popolo”. Per la prima volta, negli ospedali pubblici sono comparsi listini prezzi ben visibili per visite mediche, farmaci e certificati. A riferirlo è Radio Free Asia (RFA), che ha raccolto testimonianze da fonti interne alle province di Hamgyong settentrionale e Pyongan settentrionale.

Un cambiamento silenzioso ma significativo, che segna un’ulteriore frattura tra l’ideologia del regime e la realtà vissuta dai cittadini. Secondo la legge nordcoreana, infatti, lo Stato dovrebbe garantire cure gratuite e universali. Ma i pazienti, ormai da anni, sono costretti a pagare medicinali e materiali sanitari di tasca propria. La novità è che ora tutto questo avviene alla luce del sole.

«Appena si entra in ospedale, si trovano i listini affissi alla reception», racconta una fonte dalla provincia di Hamgyong a RFA, parlando di un cambiamento avvenuto a partire da febbraio. Anche i nomi degli ospedali stanno cambiando: da “ospedali del popolo” a denominazioni locali, come quelli delle città o distretti di appartenenza.

I prezzi? Registrazione e visita medica costano ciascuna 5.000 won (circa 25-50 centesimi di dollaro), una radiografia 20.000 won (1-2 dollari) e un certificato medico 50.000 won (2,50-5 dollari). I medicinali partono da 200 won (1-2 centesimi) per una semplice aspirina, fino a 8.000 won (40-80 centesimi) per una dose di penicillina.

In teoria, il Paese continua a vantare una copertura sanitaria universale. In pratica, il sistema è in crisi cronica da decenni, peggiorata dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la carestia degli anni ’90. La maggior parte delle strutture ospedaliere è priva persino di elettricità regolare.

Uno studio indipendente condotto nel 2020 su rifugiati nordcoreani in Corea del Sud conferma che oltre l’80% di loro ha dovuto pagare per ricevere cure, anche solo per una visita. Il sistema sanitario nordcoreano, un tempo vanto del regime, sembra ormai ridotto a un simulacro. E ora anche il principio di gratuità è solo sulla carta.

Foto Credits: Foto di jacqueline macou da Pixabay

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