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05/03/2025

Libertà di stampa e lezioni di vita: un doppio monito da non ignorare

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In questo viaggio attraverso le testate internazionali, l’articolo che merita maggiormente di essere ricordato non riguarda direttamente l’attualità, né la politica né l’economia. Si tratta di un pezzo apparso sul Washington Post, scritto da Mikkael A. Sekeres, oncologo. Pur riconoscendo la possibile incongruenza rispetto al titolo di questa rubrica, rivendico il mio diritto alla libertà di espressione, fondamentale per una stampa libera e indipendente, oggi più che mai minacciata da attacchi diretti.

C’è una ragione cruciale per questa affermazione, che si collega agli eventi che stanno accadendo a livello mondiale. Il duo Trump-Musk alla guida degli Stati Uniti sembra non tollerare l’esistenza di qualsiasi istituzione democratica.

Prima di citare il nostro oncologo, riassumiamo quanto riportato da Reporters sans frontières (RSF), un’organizzazione non governativa che monitora e difende la libertà di stampa e i diritti dei giornalisti a livello globale. RSF ha denunciato al Congresso le azioni intraprese da Donald Trump nel primo mese del suo secondo mandato contro la libertà di stampa negli Stati Uniti. Il presidente ha firmato un ordine esecutivo volto a “ripristinare la libertà di espressione e porre fine alla censura federale“, in un gioco orwelliano di ribaltamento del pensiero. RSF spiega che l’ordine esecutivo “promuove una visione perversa della libertà di espressione che mette a rischio la libertà di stampa“. Trump e il suo team continuano a implementare procedure, decreti e cause legali che limitano l’accesso dei giornalisti alle informazioni governative, minando così i diritti del Primo Emendamento.

Avete presente il siparietto orchestrato per la stampa, con Zelensky? Quella che era presente era una stampa “selezionata con cura”. Ad esempio, l’Associated Press, la principale agenzia, è stata esclusa da eventi ufficiali. La sua colpa? Non essersi piegata a imposizioni linguistiche assurde, come l’uso obbligatorio di “Golfo d’America” al posto di “Golfo del Messico”. Questa disubbidienza è costata cara: la testata è stata esclusa dall’accesso agli atti governativi. Sono i migliori a pagare il prezzo e a subire attacchi volti a indebolire il giornalismo. Trump ha messo fine alle residenze storiche per testate prestigiose come NBC News, The New York Times, National Public Radio (NPR) e Politico. Cosa significa vietare le “residenze”? Significa che i giornalisti non possono più accedere stabilmente e regolarmente alle istituzioni governative, come la Casa Bianca e il Pentagono, per raccogliere informazioni direttamente dalle fonti ufficiali. Così si favoriscono i media più compiacenti.

Per esempio, la famosa domanda al presidente ucraino su perché non indossasse un completo è stata fatta da un giornalista che non avrebbe mai potuto essere un indipendente. Il giornalista in questione, Brian Glenn, legato alla deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene, figura di spicco del movimento MAGA, e la sua testata conservatrice Real America’s Voice, erano ammessi nello studio ovale. Chi non si allinea, in pratica, viene bandito, mentre si spalancano le porte per i giornalisti compiacenti.

Trump attacca, insulta la stampa sui social e invoca licenziamenti. Continua a intraprendere azioni legali contro le varie testate, indebolendo le casse dei media e la loro capacità economica.

L’indipendenza dei media è un pilastro della democrazia

Ma chi è la vera vittima in questa guerra dell’amministrazione americana contro la stampa? RSF ci ricorda: “Il popolo americano è la vera vittima, privato dell’accesso a informazioni affidabili sul governo.” La libertà di stampa è la libertà di tutti. Non difendiamo i diritti di un giornalista perché siano superiori a chiunque altro, ma perché tutti hanno bisogno di avere accesso a informazioni affidabili provenienti da una pluralità di fonti trasparenti. A rischio ci sono le basi per il giornalismo investigativo, che negli Stati Uniti ha una pregevole tradizione, e l’indipendenza della stampa.

L’altra guerra, contro i dipendenti pubblici

Parallelamente alla guerra contro la stampa, l’amministrazione Trump ha intrapreso una battaglia contro i dipendenti pubblici. Alcuni giudici hanno risposto per le rime. Reuters racconta del licenziamento del capo dell’Office of Special Counsel (OSC), un’agenzia federale indipendente che garantisce che i dipendenti pubblici possano agire in modo trasparente. Può infatti indagare sulle pratiche illegali del governo o su comportamenti non etici tra i funzionari. Trump ha visto questo organismo come un ostacolo e ha deciso di licenziare il suo capo. Un giudice federale ha annullato la decisione, e ora la questione è nelle mani della Corte d’Appello, con possibile ricorso alla Corte Suprema.

Le scelte che non possiamo più rimandare

C’è un’ombra che si allunga sulla libertà di stampa negli Stati Uniti. Donald Trump e il suo entourage non vogliono testate critiche, vogliono megafoni obbedienti. Ma mentre il giornalismo viene soffocato, un altro tema altrettanto cruciale emerge: quello delle scelte di vita personale. L’oncologo Mikkael A. Sekeres, sulle pagine del Washington Post, ci ricorda che c’è qualcosa che perdiamo ogni giorno senza rendercene conto: il tempo per vivere davvero. Lui è un medico con un talento per la scrittura e ha scritto libri ispirati dagli incontri con i suoi pazienti, che considera “i suoi maestri di vita”. Sekeres invita a non rimandare la realizzazione delle proprie passioni e riflette sul fatto che molte persone, dopo una vita di sacrifici, scoprono di non avere più tempo per godere di ciò che hanno costruito.

Ci ricorda che le relazioni sono il fondamento della nostra esistenza. Quando chiede ai suoi pazienti quale sia il segreto di un matrimonio duraturo, riceve risposte diverse, ma alcune sono particolarmente toccanti: “Non lo so. La amo semplicemente.” Questa riflessione, che nasce dall’esperienza sul campo, è un invito a riflettere sul valore delle relazioni. La malattia, come la dittatura, non avvisa prima di colpire, e la domanda che dobbiamo porci oggi, non domani, è se il nostro partner ci starebbe accanto nelle difficoltà.

Libertà e consapevolezza: due beni da proteggere

Chi resta al nostro fianco nei momenti difficili? La verità si misura quando tutto crolla. Proprio come nelle relazioni, anche nella società il tempo è un lusso che non ci si può permettere. Aspettare di difendere la libertà di stampa significa condannarsi a un’informazione pilotata e a un futuro in cui il potere decide cosa dobbiamo sapere. Non è solo una battaglia dei giornalisti: è una battaglia di tutti noi. È la lezione che Reporters Sans Frontières vuole che il pubblico apra gli occhi a, e come ci insegna l’oncologo, non possiamo aspettare che sia troppo tardi per accorgerci di ciò che stiamo perdendo.

 

Foto Credits: Foto di Ralf Ruppert da Pixabay

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