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29/11/2024
L'Irlanda ricca ma non felice, il club esclusivo dei possessori d'oro e i nuovi investimenti in Italia guidati dalle donne

L’Irlanda ricca ma non felice, il club esclusivo dei possessori d’oro e i nuovi investimenti in Italia guidati dalle donne

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Questa settimana partiamo dall’Irlanda, dove il paese vanta un surplus di bilancio ma è alta l’insoddisfazione tra i cittadini. Ci spostiamo poi nell’Est Europa, dove le banche centrali stanno emergendo tra i maggiori acquirenti di oro al mondo. Concludiamo in Italia, dove si prevede che quasi la metà dei nuovi investitori sarà rappresentata da donne

L’Irlanda vanta un surplus di bilancio di 25 mld di euro ma non sa come spendere

 

L’Irlanda sta affrontando una situazione economica complessa, caratterizzata da un apparente paradosso: mentre il paese vanta uno dei PIL pro capite più alti d’Europa e un surplus di bilancio significativo ( 25 miliardi), molti dei suoi cittadini si sentono come se vivessero in un paese semisviluppato. La ragione principale di questa frustrazione è la grave carenza di alloggi, che ha portato a un aumento record di affitti e prezzi delle proprietà, accrescendo le difficoltà per molte famiglie. Questi problemi potrebbero essere decisivi nelle elezioni generali.

La politica fiscale europea è in una fase critica, mentre l’Irlanda si trova a gestire un surplus inaspettato, avendo così tanti fondi a disposizione da non sapere come investirli al meglio.

Un recente verdetto della Corte di Giustizia Europea ha lasciato il segno: Apple dovrà versare 13 miliardi di euro alle autorità irlandesi, un colpo notevole che corrisponde al 4,8% del reddito nazionale del paese. Curiosamente, dinnanzi a questa sanzione fiscale, il governo irlandese ha difeso Apple nelle sue battaglie legali, sottolineando che l’azienda non ha violato alcuna legge.

L’economia irlandese, nel frattempo, sta brillando: il PIL dovrebbe crescere del 4,9% quest’anno, con un tasso di disoccupazione che si attesta al 4,3% e l’inflazione scesa sotto il 2%. I surplus fiscali del governo, già consolidati nel 2022 e 2023, dovrebbero continuare, con previsioni di un surplus del 7,5% quest’anno, malgrado investimenti crescenti e tagli fiscali.

Da decenni, l’Irlanda attrae multinazionali con le sue favorevoli aliquote fiscali, restando ferma al 12,5% anche durante le crisi. Questa politica ha portato a un boom nelle entrate fiscali, passate da 7 miliardi nel 2015 a 24 miliardi nel 2022. Ora, l’irlandese Ministero delle Finanze prevede un ulteriore aumento, considerata l’adozione di un’aliquota del 15% per le grandi aziende.

La decisione della Gran Bretagna di lasciare l’UE nel 2016 ha aumentato l’attrattiva del paese per le aziende americane, dato che l’Irlanda è diventata l’unico membro anglofono del mercato unico.

I politici irlandesi sono consapevoli che la base fiscale è tanto stretta quanto abbondante, riporta The Economist. Nel 2022 solo dieci aziende hanno rappresentato tre quinti delle entrate fiscali sulle società. Inoltre, l’imposta sulle società ha rappresentato il 27% di tutte le entrate in quell’anno, più del doppio della media OCSE. Riconoscendo questa vulnerabilità, il governo irlandese intende trattare il colpo di fortuna di Apple allo stesso modo in cui la Norvegia ha trattato i ricavi del petrolio del Mare del Nord: istituirà un fondo sovrano. Due fondi separati sono in fase di creazione. I ministri sperano che il loro valore combinato raggiunga i 100 miliardi di euro entro il 2040, momento in cui inizieranno a spendere il reddito generato.

C’è anche spazio per concessioni. Con le elezioni previste, un recente bilancio ha incluso alcuni benefici. Mentre la maggior parte dei ministeri delle finanze europei si ritira dai supporti concessi durante lo shock dei prezzi dell’energia del 2021-23, le famiglie irlandesi riceveranno un bonus energetico di 250 euro questo inverno. Sono stati aumentati anche i benefici per i figli e le soglie dell’imposta sul reddito. L’investimento pubblico nelle infrastrutture è stato incrementato di 3 miliardi di euro.

Il problema che affrontano i politici irlandesi è la mancanza di margine nell’economia, sottolinea The Economist. La Banca Centrale Europea continuerà a ridurre i tassi d’interesse, rispondendo alle difficili condizioni nel continente. Il mercato del lavoro irlandese è teso. Ulteriori mosse del governo per ridurre le tasse o aumentare la spesa potrebbero far salire l’inflazione. I dettagli completi su come sarà speso parte dell’inatteso ricavo da Apple sono attesi per gennaio; i ministri sono già sotto pressione per spendere ancora più contante.

 

Le banche centrali dell’Europa orientale tra i più grandi acquirenti di oro al mondo

 

Le banche centrali dell’Europa orientale stanno emergendo come alcuni dei maggiori acquirenti di oro al mondo, seguendo un trend guidato dalla necessità di diversificare le riserve e proteggere le economie da potenziali crisi. Ales Michl, governatore della Banca Nazionale Ceca, ha recentemente visitato i caveau della Banca d’Inghilterra a Londra per esaminare una crescente scorta di lingotti, con l’obiettivo di raddoppiare l’accumulo d’oro della Repubblica Ceca a 100 tonnellate nei prossimi tre anni, un incremento di cinque volte dalla sua nomina nel 2022 (Bloomberg).

Autori di questa corsa all’oro, i banchieri centrali di Polonia e Serbia hanno anch’essi messo in atto strategie. La Polonia, per esempio, ha registrato il più alto acquisto di oro nel secondo trimestre del 2024, secondo il World Gold Council. Il suo governatore, Adam Glapinski, ha dichiarato che le riserve di oro e valuta estera sono fondamentali per proteggere l’economia in caso di eventi catastrofici, portando le riserve del paese a circa 420 tonnellate, equivalenti alla metà delle scorte di Giappone e India (Bloomberg).

Analogamente, le autorità serbe hanno rimpatriato le loro riserve d’oro detenute all’estero per ridurre i costi di stoccaggio e garantire maggiore sicurezza, un gesto significativo in un’area storicamente segnata da conflitti (Bloomberg). La necessità di sicurezza si accentua in un contesto di tensioni geopolitiche, come quelle in Ucraina, e potenziali guerre commerciali.

Non a caso, Michl ha affermato che l’oro è un “attivo con zero correlazione alle azioni”, evidenziando la crescente consapevolezza dei rischi nel panorama economico globale. I recenti movimenti delle banche centrali nei confronti dell’oro sottolineano l’importanza strategica di questo metallo prezioso, nonché l’emergere di un “club esclusivo” di nazioni che si stanno posizionando tra i più grandi possessori di oro al mondo (Bloomberg).

 

In Italia, si prevede che quasi la metà dei nuovi investitori sarà rappresentata da donne

 

Il panorama degli investimenti in Europa, e in particolare in Italia, sta subendo una significativa trasformazione, con donne e giovani che conquistano un ruolo sempre più centrale. Secondo la ricerca commissionata da BlackRock a YouGov e presentata nel sondaggio “People & Money 2024”, è emerso che le piattaforme digitali e gli ETF (Exchange Traded Funds) stanno guadagnando popolarità tra gli investitori, nonostante la persistenza di ostacoli come la scarsa educazione finanziaria.

L’analisi ha rivelato che in un anno la crescita degli investitori è stata guidata maggiormente dalle donne e dai giovani della Generazione Z e dei Millennials. In particolare, la percentuale di donne investitrici è aumentata dell’11%, raggiungendo il 29% del totale, rispetto a un incremento del 4% degli uomini, che si attestano al 47% nel 2024. “Questo dato evidenzia un’apertura agli investimenti verso nuovi profili, ma la strada verso la parità di genere è ancora lunga”, sottolinea BlackRock.

In Italia, si prevede che quasi la metà dei nuovi investitori sarà rappresentata da donne e il 30% avrà un’età compresa tra i 18 e i 34 anni. Tuttavia, il 27% degli italiani ancora non possiede prodotti di risparmio o di investimento. Tra le barriere principali, il 71% degli intervistati non investitori indica la mancanza di capitali sufficienti, e il 61% dei giovani di questa fascia d’età segnala come ostacolo la scarsa conoscenza degli strumenti di investimento.

Positivi i dati complessivi: nel 2023, hanno fatto il loro ingresso 11 milioni di nuovi investitori in Europa. Si prevede che il 34% degli europei avrà investimenti nel 2024, con un incremento dell’11%. Per l’Italia, si stima che 2,1 milioni di persone potrebbero iniziare a investire nei prossimi 12 mesi, il 6% di “non investitori” che hanno dichiarato di essere molto propensi ad iniziare a investire.

I giovani favoreggiano l’uso di piattaforme digitali per gli ETF, con l’80% dei 18-34enni che utilizza strumenti online per investire. In Europa, il 44% degli investitori in ETF preferisce l’accesso tramite piattaforme digitali. Nonostante l’uso crescente delle piattaforme online, in Italia, il 45% degli investitori si rivolge anche a consulenti di persona, in particolare tra gli over 35.

Concludendo, gli ETF emergono come la categoria di investimento in più rapida crescita, con un incremento del 19% rispetto agli anni precedenti. Per l’Italia si prevede una crescita del 35% degli utilizzatori di ETF nei prossimi 12 mesi. Quasi due intervistati su cinque che non detengono attualmente alcun investimento potrebbe iniziare con gli ETF (39%). Gli investitori giovani e le donne sono i principali protagonisti di questa espansione.

 

Credit: Freepik

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