Nota per aver rivoluzionato il trattamento del diabete e dell’obesità con farmaci innovativi come Ozempic e Wegovy, il colosso farmaceutico danese Novo Nordisk è diventata negli ultimi anni una delle aziende più influenti e capitalizzate al mondo, protagonista della cosiddetta “GLP-1 revolution”. Il successo commerciale è stato alimentato anche dall’attenzione del mondo dello spettacolo: celebrità e influencer hanno pubblicamente o privatamente ammesso di usarli, contribuendo a trasformare questi farmaci nel simbolo della “Hollywood diet”. Tesla, per esempio, Elon Musk ha menzionato sul suo social “fasting and Wegovy” come chiave del suo dimagrimento, mentre star come Amy Schumer, Rebel Wilson, Sharon Osbourne, Kathy Bates e Oprah Winfrey sono state associate all’uso o alla discussione su GLP-1 per la perdita di peso. Il fenomeno è diventato così rilevante da essere ironizzato durante i Golden Globes 2025, dove la conduttrice Nikki Glaser ha scherzato definendo la serata “Ozempic’s biggest night
In questi giorni Novo Nordisk ha causato uno shock sui mercati finanziari con un pesante calo del titolo pari al -23,11% nella seduta del 29 luglio 2025 alla Borsa di Copenhagen. Un crollo che sul titolo non si vedeva dagli anni ’80. L’annuncio di un taglio drastico della guidance 2025, legato a vendite più deboli del previsto dei farmaci di punta Wegovy e Ozempic negli Stati Uniti, ha innescato un’ondata di vendite incontrollate. Entrambi i farmaci, fondamentali nel trattamento dell’obesità e del diabete, hanno subito un rallentamento a causa della crescente concorrenza delle farmacie di compounding, un fenomeno che rappresenta un rischio emergente e poco conosciuto per le aziende farmaceutiche tradizionali. Le farmacie di compounding producono farmaci personalizzati, spesso copiando i principi attivi originali con variabilità nel dosaggio e senza passare dagli stessi rigidi controlli regolatori, erodendo così la quota di mercato di Novo Nordisk negli Stati Uniti, mercato chiave per l’azienda.
Primo semestre in crescita, ma solo per effetti contabili
Nel primo semestre del 2025, Novo Nordisk ha mostrato una crescita apparente delle vendite e dell’EBIT rispettivamente del 18% e del 29% a cambi costanti, con un utile per azione (Eps) di 12,49 corone danesi. Tuttavia, questa performance è stata in parte guidata da effetti contabili: l’azienda ha registrato un aggiustamento nei rapporti tra vendite lorde e vendite nette, correggendo dati degli esercizi precedenti e ottenendo così un beneficio contabile di circa 3 miliardi di corone nel secondo trimestre. Un altro elemento che ha influenzato positivamente i risultati è stato l’impairment sul farmaco ocendurenone nel secondo trimestre del 2024. L’impairment è una svalutazione contabile, ovvero una riduzione del valore attribuito a un’attività o a un bene, in questo caso un farmaco in sviluppo, perché le aspettative di rendimento sono peggiorate. Tale svalutazione ha impattato positivamente sull’utile operativo poiché ha consentito di scaricare un costo rilevante, bilanciato però dai maggiori costi legati all’acquisizione di tre siti produttivi da Catalent.
Taglio netto della guidance 2025
Nonostante l’avvio promettente dell’anno, la società ha rivisto al ribasso le proprie previsioni per la seconda metà del 2025. La nuova guidance prevede ora una crescita delle vendite compresa tra l’8% e il 14% e dell’utile operativo tra il 10% e il 16% a cambi costanti. Questi numeri si confrontano con la guidance precedente di maggio, che indicava una crescita più robusta, tra il 13% e il 21% per i ricavi e tra il 16% e il 24% per l’Ebit. La revisione al ribasso riflette soprattutto la debolezza delle vendite di Wegovy e Ozempic negli Stati Uniti, dovuta anche al protrarsi della competizione delle farmacie di compounding. Queste ultime vendono versioni “composte” dei farmaci, spesso giustificate da una presunta personalizzazione del dosaggio, ma che di fatto sottraggono quote di mercato e margini all’azienda danese.
Flusso di cassa rivisto al ribasso
Il free cash flow di Novo Nordisk, una misura chiave della liquidità generata dall’attività operativa al netto degli investimenti, è stato rivisto in calo, atteso ora tra i 35 e i 45 miliardi di corone danesi. Il free cash flow è fondamentale perché rappresenta il denaro effettivamente disponibile per azionisti e investimenti futuri. Il peggioramento è imputabile alla riduzione delle vendite soprattutto nel mercato statunitense e agli effetti del sistema gross-to-net. Quest’ultimo è un complesso meccanismo del mercato farmaceutico Usa per cui le aziende registrano i ricavi lordi ma devono poi applicare sconti, resi e rimborsi (ad esempio a assicurazioni e distributori), che ne riducono sensibilmente il ricavo netto finale, impattando così negativamente sul flusso di cassa.
Le farmacie di compounding sono una minaccia continua
Il fenomeno delle farmacie di compounding, che preparano versioni personalizzate di farmaci su prescrizione, rappresenta una sfida crescente per Novo Nordisk. Nonostante la scadenza del periodo di tolleranza della Fda (l’agenzia regolatoria americana) per la produzione di farmaci composti, le ricerche di mercato indicano che molte farmacie continuano a vendere versioni di Glp-1 composti (farmaci simili a Wegovy e Ozempic) senza un vero controllo sulla qualità e la sicurezza. Questo fenomeno mina non solo i ricavi di Novo Nordisk ma pone anche questioni di sicurezza per i pazienti. Per contrastare questa tendenza, Novo Nordisk ha intrapreso diverse strategie, tra cui azioni legali, con l’obiettivo di proteggere i pazienti e salvaguardare i propri prodotti innovativi.
Cambio al vertice: nuova leadership per guardare al futuro
Pochi istanti dopo la diffusione dei dati preliminari, Novo Nordisk ha annunciato la nomina di Maziar Mike Doustdar come nuovo presidente e Ceo, a partire dal 7 agosto 2025. Doustdar succede a Lars Fruergaard Jørgensen, in un passaggio concordato e voluto dalla controllante Novo Nordisk Foundation. La fondazione ha rafforzato la propria influenza nel consiglio di amministrazione con l’ingresso di Lars Rebien Sørensen, sottolineando una strategia di governance orientata a un rinnovamento profondo. Oltre alla nomina del Ceo, ci saranno importanti riorganizzazioni nel settore Ricerca e Sviluppo (R&S): le divisioni iniziale e avanzata saranno unite sotto la guida di Martin Holst Lange, nominato direttore scientifico, con l’obiettivo di accelerare l’innovazione, soprattutto nei settori del diabete e dell’obesità. Altri cambiamenti riguardano Emil Kongshøj Larsen, che assumerà il ruolo di vicepresidente esecutivo delle operazioni internazionali, consolidando così la squadra di vertice per fronteggiare le nuove sfide di mercato.
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