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26/03/2026
Relazioni senza attrito: perché l’algoritmo che ci dà sempre ragione sta riscrivendo i rapporti umani

Relazioni senza attrito: perché il Chat bot che ci dà sempre ragione sta riscrivendo i rapporti umani

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Un esercito di 220 milioni di persone si confida ogni notte con un compagno artificiale. Si parla d’amore , ma non solo.

 

Negli ultimi anni è nato un fenomeno che ha persino cambiato il linguaggio: “AI companionship” e “sycophancy”. Sempre più persone si rivolgono a partner virtuali e chatbot non solo per amore, ma per qualsiasi tipo di relazione emotiva o sociale. A differenza degli esseri umani, queste intelligenze artificiali sono sempre gentili, disponibili e, soprattutto, pronte a darci ragione.

L’AI: un interlocutore ingannevole

Negli ultimi anni sono nate anche  decine di applicazioni progettate per simulare relazioni emotive.  Appartengono tutte alla famiglia dei  AI companions. Tra le più diffuse ci sono Replika, Character.ai e Kindroid. Permettono di creare un partner virtuale con cui parlare ogni giorno, condividere pensieri, persino flirtare.  Queste app possono fabbricare “amanti” artificiali su misura. 

Ci sono le relazioni sentimentali, dunque, ma anche semplicemente la ricerca di convalida. Ecco che il continuo parlare e interrogare la nostra chat preferita, può diventare un problema .  

I rischi dell’approvazione senza contradditorio

Secondo diversi studi, le AI convalidano le opinioni degli utenti circa il 50% in più rispetto agli esseri umani. Testate come The Economist e The Guardian hanno evidenziato come questa “approvazione continua” renda le interazioni facili e rassicuranti, ma profondamente ingannevoli: senza contraddittorio, le persone possono diventare più egocentriche, irrigidire le proprie opinioni e assumere posizioni più estreme. 

E gli ambiti sono molteplici: si chiede conferma delle proprie scelte in ambito lavorativo o in contesti sociali occasionali, a una festa,  nei rapporti con amici o con parenti.

Una relazione facile, rassicurante — e proprio per questo profondamente ingannevole, perché elimina tutto ciò che rende autentici i rapporti umani.

 

Credits: Profilo IG alpha_woman_official

 

Cosa si chiede a un compagno virtuale: le testimonianze

Dalle scelte professionali ai rapporti sociali, fino all’intimità sentimentale, l’AI diventa un partner emotivo onnipresente: sempre presente, sempre positivo, sempre dalla nostra parte. È una forma di relazione “perfetta” che elimina attrito, frustrazione e conflitto, elementi invece essenziali nelle dinamiche umane autentiche.

Non sorprende che alcuni utenti sviluppino vere e proprie dipendenze emotive. Il New Yorker racconta storie di persone che, dopo lutti o difficoltà, hanno trovato in un chatbot conforto e compagnia, fino a sentirsi innamorate. Il problema è che non sono pochi, uomini e donne che, con queste intelligenze artificiali così adulanti,  si sono “fidanzati!”

Quando la società dietro Replika ha modificato alcune funzionalità romantiche, molti utenti hanno reagito come di fronte a una rottura reale: “Il mio partner non mi ama più”, hanno scritto alla casa madre. 

Il fenomeno è enorme: oltre 220 milioni di download nel mondo, un mercato già valutato in diversi miliardi e destinato a crescere ulteriormente. James Muldoon, nel suo libro Love Machines: How Artificial Intelligence Is Transforming Our Relationships, analizza le conversazioni tipiche di queste chat, piene di frasi rassicuranti come “Capisco come ti senti” e “Sono qui per te”.

Cosa ci dice questo successo? La nostra epoca è l’epoca della sottomissione adulatrice? È ciò che cerchiamo in questo scorcio di ventunesimo secolo?

L’intimità artificiale che sostituisce il tormento cambia il sistema nervoso

Quando ricerchiamo qualcosa o qualcuno che ci ripeta quanto siamo grandi, bravi, eccelsi o incompresi dal mondo che non ci valorizza abbastanza, stiamo insegnando al nostro sistema nervoso che tipo di vita è autorizzato ad aspettarsi. 

Perfino in amore, si cerca un altro che non ci sfidi, non ci ferisca, non ci chiede di cambiare . In realtà è un amore che rimpicciolisce. 

Ma questo conforto costante ha un prezzo. Come sottolinea Justin Scott – content creator afroamericano poetico e profondo, con milioni di follower – insegnare al nostro cervello che le relazioni devono essere sempre rassicuranti cambia le aspettative di vita: ci abitua al sollievo, all’adulazione e all’accontentamento. l’AI offre la perfezione emotiva, ma a costo di ridurre la resilienza, la complessità e la profondità delle nostre relazioni umane. Non è saggezza, è anestesia:  e, lentamente, qualcosa cambia. il sistema nervoso impara che non deve più aspettarsi troppo dalla vita.

 

 

Credits: Copertina generata con Sora

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