Nella seduta del 29 gennaio le azioni di SAP, il colosso tedesco del software, hanno subito un vero e proprio tonfo, chiudendo a Francoforte con un ribasso del 16,07%, affossando anche il Dax che ha archiviato la giornata in contrazione el 2,07% (dell’impatto di Sap sul Dax avevamo parlato anche qui). Si tratta della peggior giornata dall’ottobre del 2020, quando il titolo perse il 22% in una sola seduta. Ma perché una delle aziende più solide del settore tecnologico ha subito un colpo così forte? Per capirlo, bisogna guardare alla strategia cloud dell’azienda e ai numeri del suo ultimo trimestre.
SAP non è un nome qualsiasi. Fondata negli anni ‘70 in Germania, l’azienda è diventata uno dei pilastri mondiali del software gestionale per le imprese, ossia quei programmi che permettono alle aziende di organizzare dati, processi e risorse. Negli ultimi anni, SAP ha lasciato un po’ da parte i vecchi software “installati sul server” dei clienti per puntare sul cloud, una modalità in cui le applicazioni e i dati non risiedono più fisicamente nelle aziende, ma su server remoti accessibili via internet. In pratica, il cloud permette di usare servizi e programmi senza avere hardware costoso e complesso in azienda, con aggiornamenti più rapidi e flessibilità.
Il cloud che delude il mercato
Il cuore del problema che ha fatto crollare il titolo è il cosiddetto backlog cloud. Questo termine indica gli ordini già acquisiti dai clienti, ma che verranno fatturati nei prossimi 12 mesi. È come un “conto futuro” di vendite già sicure: un indicatore prezioso per capire la salute della crescita dell’azienda.
Nel quarto trimestre 2025, il backlog cloud di SAP è cresciuto del 16%, arrivando a 21,1 miliardi di euro, un risultato inferiore alle aspettative del mercato e alle previsioni interne dell’azienda, che puntavano a un +26%. Per il mercato, questo divario ha fatto scattare campanelli d’allarme, anche se, come ha spiegato il Ceo Christian Klein, non si tratta di una mancanza di interesse da parte dei clienti.
Il rallentamento, secondo Klein, è dovuto a fattori esterni come nuove normative, restrizioni all’esportazione e dubbi su sanzioni che richiedono più tempo per la firma dei contratti. In pratica, le aziende vogliono essere sicure di rispettare le leggi e proteggersi da eventuali rischi prima di impegnarsi. Nonostante questo, Klein ha definito il backlog come una base solida per accelerare i ricavi fino al 2027, soprattutto grazie agli investimenti in innovazione tecnologica e intelligenza artificiale (AI).
I numeri del trimestre
Guardando i dati concreti, SAP mostra una società ancora solida e in crescita. Il fatturato totale del quarto trimestre 2025 ha raggiunto 9,68 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente, con 5,61 miliardi provenienti dal cloud. L’utile netto è salito del 17%, a 1,9 miliardi, mentre l’utile annuale più che raddoppiato ha raggiunto 7,5 miliardi.
SAP ha inoltre annunciato un programma di buyback, ovvero di riacquisto di azioni proprie, fino a 10 miliardi di euro entro fine 2027, una mossa pensata per sostenere il prezzo delle azioni e restituire valore agli azionisti. Questi numeri dimostrano che, nonostante la delusione sul backlog, l’azienda resta solida e redditizia, con una strategia chiara per consolidare la propria leadership nel mercato del cloud aziendale.
Sfide e opportunità nell’era dell’AI
La vera sfida per SAP oggi è l’innovazione tecnologica. L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui le aziende sviluppano software: alcune potrebbero riuscire a creare internamente applicazioni complesse che prima acquistavano da fornitori esterni. Questo potrebbe ridurre il mercato potenziale per software come quelli di SAP.
Dominik Asam, Cfo dell’azienda, ha spiegato che la chiave sarà quanto rapidamente SAP riuscirà a integrare l’AI nei propri servizi e nel portafoglio di ricerca e sviluppo. Con circa 35.000 sviluppatori, SAP punta a rimanere tra i primi a sperimentare e adottare le nuove tecnologie, preservando così il vantaggio competitivo e le economie di scala.
In altre parole, il mercato non guarda solo ai numeri di oggi, ma a quanto un’azienda sarà capace di crescere e innovare domani. La reazione degli investitori al ribasso del 29 gennaio mostra come il settore finanziario sia particolarmente attento a previsioni, aspettative e capacità di adattamento.
Guardando avanti
Per il 2026, SAP prevede una leggera decelerazione della crescita del backlog cloud, segnale che la transizione verso il cloud continua, ma con ritmi più lenti. Il tonfo del 29 gennaio va quindi interpretato come un aggiustamento del mercato: gli investitori hanno reagito alle aspettative non del tutto soddisfatte, più che ai risultati effettivi.
SAP resta un colosso tecnologico con solide basi finanziarie, impegnata in una fase di trasformazione strategica cruciale per il suo futuro. Tra cloud e AI, l’azienda si muove in settori destinati a guidare la rivoluzione digitale nei prossimi anni, dimostrando come anche le grandi aziende possano affrontare oscillazioni brusche senza perdere la propria solidità.
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