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18/09/2024
Calice di spritz

Scossone ai vertici di Campari, si dimette a sorpresa il Ceo Fantacchiotti

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L’avventura di Matteo Fantacchiotti al timone di Davide Campari-Milano N.V. è durata soltanto cinque mesi. L’azienda, uno dei principali attori globali nel settore degli spirits, ha infatti annunciato un’importante novità ai vertici aziendali: il Ceo ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato, citando motivi personali. Fantacchiotti, che ha guidato l’azienda da aprile 2024, lascia anche il suo posto all’interno del Consiglio di Amministrazione.

 

Un team di transizione per guidare il cambiamento

Con l’uscita di Fantacchiotti, il Consiglio di Amministrazione ha immediatamente attivato un piano di transizione, nominando Paolo Marchesini, attuale Chief Financial and Operating Officer, e Fabio Di Fede, General Counsel e Business Development Officer, come co-Ceo ad interim. I due manager lavoreranno insieme in un Comitato per la Transizione della Leadership, un organo esecutivo creato appositamente per questa fase di passaggio. A presiedere il comitato sarà Bob Kunze-Concewitz, Amministratore non esecutivo ed ex amministratore delegato del gruppo. Il team avrà il compito di gestire la transizione e, insieme al Comitato Remunerazione e Nomine, sarà responsabile della ricerca del nuovo Ceo. Il processo di selezione valuterà candidati sia interni che esterni, seguendo le migliori pratiche di governance.

 

Una nuova nomina nel Consiglio di Amministrazione

Oltre al cambio di leadership, Campari ha annunciato anche la nomina di Jean-Marie Laborde, attualmente membro del Consiglio di Amministrazione e parte del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, come nuovo Vice Presidente.

 

Le parole di Matteo Fantacchiotti

Nel suo messaggio di commiato, Fantacchiotti ha voluto esprimere gratitudine per il percorso fatto all’interno del gruppo: “è stato per me un privilegio essere parte di Campari Group per quasi cinque anni, e guidare questa organizzazione da aprile 2024. Nel prendere ora la decisione di lasciare il Gruppo, desidero esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti gli stakeholder, in particolare il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e il Leadership Team.”

 

Una visione di crescita continua per Campari

 

Luca Garavoglia, Presidente del Consiglio di Amministrazione, ha espresso il suo rammarico per la decisione di Fantacchiotti, ma ha anche ribadito la forza e la solidità del gruppo: “la nostra ambizione di crescita rimane fortissima. Abbiamo davanti a noi un futuro solido, grazie alla nostra solida organizzazione, alla nostra presenza globale e, in particolare, al nostro portafoglio unico, costituito da alcune delle marche più ammirate di tutto il settore degli spirit, sostenute dall’impegno costante di un team di professionisti. In continuità con quanto fatto finora, la nostra priorità continua a essere la costruzione delle nostre marche, con l’obiettivo di continuare a generare una crescita profittevole e sovraperformare il nostro settore nel lungo periodo, come abbiamo fatto sin dalla nostra quotazione nel 2001”.

 

Al momento delle dimissioni, Fantacchiotti possedeva 2.988 azioni della società. Inoltre, Campari ha specificato che è stato raggiunto un accordo con l’ex Ceo per risolvere anche il rapporto di lavoro, i cui dettagli economici sono ancora in fase di definizione.

 

Una fase di turbolenza per Campari

Durante la breve permanenza di Fantacchiotti al vertice dell’azienda, le azioni di Campari hanno subito un calo significativo superiore al 15%, compresa la perdita del 5,6% registrata venerdì scorso. Tale caduta è stata innescata dai commenti fatti dallo stesso Ceo agli investitori, in cui l’ex ad ha evidenziato la debolezza del mercato degli spirits negli Stati Uniti nel terzo trimestre, dopo un periodo difficile già vissuto nella prima metà dell’anno. In seguito, Fantacchiotti ha chiarito che il riferimento era all’industria nel suo complesso, e non specificamente a Campari, ma il mercato ha punito duramente il titolo. Le azioni hanno perso un ulteriore 5% subito dopo l’annuncio delle dimissioni.

 

Dopo aver beneficiato di un trend positivo durante la pandemia, quando i consumatori acquistavano maggiormente per consumare alcolici a casa, l’industria degli spirits ha visto un ritorno a modelli di consumo più normali. Campari, in particolare, ha segnalato un mercato meno vivace, con sfide nella distribuzione e una concorrenza sui prezzi più aggressiva nei suoi mercati principali. Anche il clima sfavorevole ha avuto un impatto negativo sui margini, mentre i ritardi nel rinnovo dei contratti per la fornitura di agave, ingrediente chiave per la produzione di tequila, hanno contribuito a complicare ulteriormente il quadro.

 

Negli Stati Uniti, il gruppo spera che una combinazione di tagli ai tassi d’interesse, di elezioni imminenti e di un ritorno di fiducia nei consumatori possano contribuire a rafforzare il mercato, mettendo fine alla fase di debolezza che sta affrontando attualmente nel Paese.

 

Credits

immagine: Pixabay

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