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27/03/2026

Spagna meta del turismo del carburante, Filippine in stato di emergenza energetica e la prima donna alla guida della Chiesa d’Inghilterra

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Questa settimana partiamo dalla Spagna dove i prezzi carburanti bassi spingono il “turismo del pieno”, Filippine in emergenza energia e storica nomina della prima donna arcivescovo di Canterbury.

Carburanti, Spagna e Slovacchia paesi dove fare il pieno a basso costo

La Spagna e la Slovacchia diventano i nuovi poli del “turismo del carburante” in Europa, spinte da politiche sui prezzi che stanno attirando automobilisti oltre confine e sollevando tensioni con l’Unione europea. Nel caso spagnolo, il governo di Madrid ha tagliato l’Iva sui carburanti dal 21% al 10% e ridotto le accise per attenuare gli effetti economici del conflitto in Medio Oriente, provocando un immediato calo dei prezzi alla pompa: la benzina costa in media 1,62 euro al litro e il diesel 1,80, contro rispettivamente 1,99 e oltre 2,12 euro in Francia.

Un divario che può arrivare a 40 centesimi al litro e che ha spinto molti automobilisti francesi e portoghesi ad attraversare la frontiera per fare rifornimento, con code nelle stazioni di servizio delle aree di confine e risparmi che possono superare i 20 euro a pieno. Dal Portogallo, dove i prezzi medi sono più alti di 15-20 centesimi al litro, il flusso di veicoli è in costante aumento. Le associazioni dei gestori giudicano il taglio fiscale la misura più efficace adottata finora, mentre le organizzazioni dei consumatori stimano un risparmio medio di circa 8 euro a rifornimento; restano però le critiche di autotrasportatori e agricoltori, che considerano gli interventi insufficienti rispetto all’aumento dei costi energetici.

Situazione diversa ma ugualmente critica in Slovacchia, dove il governo ha introdotto per trenta giorni restrizioni alla vendita di diesel e il divieto di esportazione di carburante dopo l’interruzione delle forniture di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba. Per evitare l’esaurimento delle scorte, Bratislava ha deciso anche di far pagare il diesel a prezzo più alto ai veicoli con targa straniera, una misura contestata dalla Commissione europea perché ritenuta discriminatoria e contraria alle regole del mercato unico. Anche qui, tuttavia, la differenza di prezzo rispetto ai Paesi vicini aveva spinto molti automobilisti stranieri, soprattutto polacchi, a recarsi oltre confine per fare rifornimento, causando carenze nelle stazioni di servizio del nord del Paese e costringendo il governo a intervenire con misure straordinarie.

Le Filippine dichiarano l’“emergenza energetica nazionale”

Le Filippine dichiarano lo stato di emergenza energetica nazionale e si preparano ad aumentare la produzione di energia da carbone per contenere i costi dell’elettricità mentre la guerra in Medio Oriente continua a mettere sotto pressione le forniture globali di gas e petrolio. Il presidente Ferdinand Marcos ha firmato un ordine esecutivo che parla di «pericolo imminente» per la stabilità dell’approvvigionamento energetico del Paese e consente al governo di intervenire contro accaparramenti e speculazioni, oltre a effettuare pagamenti anticipati per garantirsi contratti di fornitura di carburante.

Manila sta anche cercando deroghe dagli Stati Uniti per poter acquistare petrolio da Paesi soggetti a sanzioni, tra cui Iran e Venezuela, nel tentativo di rafforzare le scorte nazionali, che a marzo ammontavano a circa 45 giorni di autonomia; l’obiettivo è acquistare almeno un milione di barili aggiuntivi. L’esecutivo ha inoltre predisposto misure di sostegno per i lavoratori del trasporto pubblico, con sussidi diretti e trasporti gratuiti in alcune città, mentre si prepara anche a possibili evacuazioni di cittadini filippini dal Medio Oriente, dove lavorano oltre due milioni di persone.

Fortemente dipendenti dalle importazioni energetiche e con alcuni dei costi dell’energia più alti della regione, le Filippine producono già circa il 60% dell’elettricità dal carbone e, con il prezzo del gas naturale liquefatto in forte aumento, il governo prevede un ricorso temporaneamente ancora maggiore a questa fonte, anche aumentando le importazioni dall’Indonesia. L’obiettivo dichiarato è limitare l’aumento delle tariffe elettriche causato dal conflitto, mentre il Paese punta nel medio periodo sullo sfruttamento di una recente scoperta di gas naturale vicino al giacimento offshore di Malampaya, fondamentale per l’approvvigionamento energetico dell’isola di Luzon.

La prima donna Arcivescovo di Canterbury

La prima donna alla guida della Chiesa d’Inghilterra guarda al passato e ammette che «la me adolescente non avrebbe mai potuto immaginare il futuro che l’attendeva». Con queste parole Dame Sarah Mullally ha segnato l’inizio del suo ministero come Arcivescovo di Canterbury, durante la cerimonia di insediamento nella cattedrale davanti a circa 2.000 persone, tra cui il Principe e la Principessa del Galles.

Come riporta la BBC, nel suo primo sermone Mullally ha ricordato la sua vocazione religiosa nata a 16 anni e ha invitato la Chiesa a non dimenticare le vittime degli abusi e «i fallimenti delle nostre stesse chiese e comunità cristiane», in un chiaro riferimento agli scandali che negli ultimi anni hanno colpito l’istituzione e che nel 2024 hanno portato alle dimissioni del suo predecessore Justin Welby.

La nuova arcivescovo, 63 anni, prima infermiera e poi vescovo, dovrà affrontare una fase complessa per l’anglicanesimo: dalla gestione dei casi di tutela e sicurezza alle divisioni interne sul ruolo delle donne sacerdote e sulle unioni tra persone dello stesso sesso. Nonostante le resistenze dei settori più tradizionalisti, che in alcune parti della Comunione anglicana hanno persino scelto una guida alternativa, Mullally ha rivendicato il valore simbolico della sua nomina, sottolineando il sostegno ricevuto da molte donne nel suo percorso e definendo il suo insediamento anche «una celebrazione delle donne».

Nei giorni precedenti la cerimonia ha percorso quasi 150 chilometri in pellegrinaggio da Londra a Canterbury, un cammino simbolico che ha accompagnato l’inizio del suo mandato e che, nelle sue intenzioni, rappresenta l’immagine di una Chiesa chiamata ad affrontare un percorso difficile ma necessario in un mondo segnato da conflitti, divisioni e perdita di fiducia.

 

 

Foto Credit: Jordan Pettitt / PA Medi – BBC

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