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05/12/2025
Stellantis accelera: rally in Borsa grazie agli upgrade e ai segnali di ripresa negli Usa

Stellantis accelera: rally in Borsa grazie agli upgrade e ai segnali di ripresa negli Usa

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Negli ultimi tre giorni il titolo Stellantis ha registrato uno dei rally più significativi di questa fase di mercato, sorprendendo molti osservatori dopo mesi di cautela da parte degli investitori. Mercoledì il titolo è salito del 7,7%, giovedì ha aggiunto un ulteriore 3,58% e oggi ha beneficiato di una terza promozione da parte di una grande banca d’affari. Non si tratta di semplici numeri, perché ogni movimento è stato accompagnato da un elemento che ha contribuito a ribaltare la percezione del gruppo. Prima di proseguire è utile chiarire alcuni concetti chiave. Quando una banca d’investimento alza il proprio rating, compie una valutazione simile a un voto: stabilisce se secondo i suoi analisti un titolo è da comprare, da mantenere o da vendere. Un rialzo del rating viene chiamato upgrade e rappresenta un miglioramento del giudizio. Al tempo stesso gli analisti indicano un target price, cioè il prezzo che secondo le loro analisi il titolo potrebbe raggiungere nei prossimi mesi. Se questo valore è superiore alle quotazioni attuali, il mercato tende a interpretarlo come potenziale di crescita.

 

La prima scossa: la doppia promozione di Intermonte e Ubs

 

Mercoledì 3 dicembre il titolo ha iniziato a correre grazie a due upgrade da parte di Intermonte e Ubs. È stato l’innesco del rally. Intermonte, dopo quasi tre anni di prudenza, ha portato la propria raccomandazione a outperform, un termine che significa letteralmente “fare meglio del mercato”. Ha anche aumentato il target price a dodici euro, molto più alto del precedente valore di otto euro e mezzo. Questa scelta si basa sulla percezione di segnali più chiari di stabilizzazione nelle aree delicate del gruppo e sull’apprezzamento per il nuovo management, che secondo gli analisti sta agendo con velocità per semplificare l’organizzazione e orientare la strategia verso una maggiore creazione di valore.

 

Anche Ubs ha modificato il proprio giudizio, passando da neutral, cioè una posizione di attesa, a buy, che significa “compra”. È uno dei giudizi più forti che un analista possa esprimere e quando arriva da una casa con grande influenza internazionale può avere un effetto immediato sul titolo. Gli esperti svizzeri ritengono che il 2026 segnerà il ritorno alla crescita in Nord America, dove prevedono un recupero delle quote di mercato, un miglioramento dei margini grazie a regole sulle emissioni statunitensi meno rigide e una riduzione dei costi che dovrebbe sostenere l’utile operativo già dal prossimo anno. Secondo Ubs, il Capital Markets Day previsto nel 2026 potrebbe inoltre essere l’occasione per annunciare misure strutturali sul portafoglio dei modelli, ampliando ulteriormente le opzioni strategiche del gruppo.

 

Le parole del ceo Antonio Filosa che hanno alimentato il rally

 

Giovedì 4 dicembre il titolo ha continuato a salire. Questa volta la spinta è arrivata direttamente dal gruppo. Durante la Goldman Sachs Industrials & Autos Week, l’amministratore delegato Antonio Filosa ha offerto una lettura molto precisa della situazione del marchio negli Stati Uniti, parlando apertamente di segnali “concreti e incoraggianti”. Ha spiegato che nell’ultimo trimestre la quota di mercato negli Stati Uniti è rimasta stabile tra il sette e l’otto per cento, mentre i nuovi lanci stanno generando un’accelerazione significativa della domanda.

 

Un esempio particolarmente potente è quello del ritorno del motore Hemi V8 sui pick-up Ram. L’annuncio ha prodotto diecimila ordini in un solo giorno e cinquantamila nelle sei settimane successive. Le consegne hanno già superato le ventimila unità e la produzione è stata raddoppiata. È il segnale di quanto un prodotto tecnicamente simbolico possa muovere un’intera fascia di mercato.Filosa ha anche parlato della prossima Jeep Cherokee, un modello che ha definito lo standard del segmento dei mid-size suv negli Stati Uniti. La nuova versione è stata riprogettata ascoltando direttamente le richieste dei consumatori, con maggiore spazio e praticità, due elementi chiave per quel mercato.

 

Sul fronte finanziario il ceo ha mantenuto un tono prudente, ricordando che la guidance è rispettata ma che il lavoro non è concluso. Ha riconosciuto che le previsioni sulla diffusione dell’auto elettrica erano troppo ottimistiche e che la strategia è stata modificata in soli quattro mesi. È un punto importante, perché dimostra una gestione flessibile e pronta a correggere rapidamente le proprie valutazioni. Filosa ha infine commentato il quadro normativo, definendo positivo l’alleggerimento delle regole statunitensi sulle emissioni, mentre ha sottolineato la necessità di un ripensamento delle norme europee, soprattutto per i veicoli commerciali, dove il costo totale di utilizzo dell’elettrico resta più elevato rispetto alle soluzioni tradizionali.

 

Il terzo tassello: il nuovo upgrade di Intesa Sanpaolo

 

Oggi, 5 dicembre, è arrivato un nuovo upgrade, questa volta da parte di Intesa Sanpaolo, che ha alzato il suo giudizio da neutral a buy e ha portato il target price da dieci a dodici euro, in linea con le altre case d’investimento. La valutazione parte da una convinzione precisa: dopo i primi segnali di ripresa nel terzo trimestre, il 2026 potrebbe rappresentare l’anno in cui Stellantis compie un passo decisivo nel percorso di recupero, soprattutto nell’area Nafta, centrale per la redditività complessiva del gruppo. Gli analisti riconoscono che il 2025 sarà un anno di transizione, anche perché dovrà assorbire ristrutturazioni e possibili riduzioni di gamma. Proprio per questo giudicano i prezzi attuali interessanti, considerando che il titolo ha sottoperformato del 46% rispetto al mercato dall’inizio dell’anno e che molte delle notizie negative sui risultati futuri sembrano già scontate nelle quotazioni.

 

Un rally che apre scenari, ma che richiede conferme

 

Il forte rialzo di Stellantis osservato negli ultimi tre giorni racconta un cambiamento netto nel modo in cui il mercato sta leggendo le prospettive del gruppo. Le promozioni degli analisti, gli elementi operativi illustrati dal ceo e le attese su un possibile miglioramento nel 2026 hanno contribuito a modificare il sentiment, riportando attenzione su un titolo che per mesi aveva sofferto una marcata sottoperformance. Resta tuttavia evidente che molte delle variabili chiave si giocheranno nei prossimi trimestri. La capacità di riconquistare quote negli Stati Uniti, di consolidare i margini, di gestire un 2025 definito da più parti come un anno di transizione e di definire con chiarezza il perimetro della gamma saranno i veri banchi di prova. Allo stesso tempo il contesto regolatorio, sia negli Stati Uniti sia in Europa, continuerà a influenzare le scelte strategiche e i risultati. Il rally degli ultimi giorni segnala dunque un cambio di aspettative, ma non sostituisce la necessità di conferme concrete.

 

 

Credits

Immagine: Freepik



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