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12/09/2024
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Unicredit alla conquista di Commerzbank: verso nuovo polo bancario europeo

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L’Italia parte alla conquista della Germania attraverso una delle sue principali banche: Unicredit. In un momento storico in cui il settore è in piena evoluzione, il consolidamento tra i principali istituti di credito diventa fondamentale per competere su scala globale. La mossa di Unicredit che ha deciso di acquisire una quota significativa in Commerzbank, la seconda banca più grande della Germania, segna l’inizio di un ambizioso piano di espansione. Questa operazione non solo rafforza la presenza di Unicredit in un mercato strategico come quello tedesco, ma rappresenta anche un passo verso la creazione di un grande polo bancario europeo. In un contesto dove le grandi banche devono unirsi per competere con i colossi americani e cinesi, l’idea di avere un campione europeo con radici italiane è una mossa che potrebbe cambiare gli equilibri del settore e dare nuovo slancio al ruolo dell’Europa nel panorama finanziario globale.

 

Unicredit acquista il 9% di Commerzbank per 1,5 mld euro

L’istituto di credito di Piazza Gae Aulenti ha, nel dettaglio, acquistato circa il 9% delle azioni di Commerzbank, spendendo in totale circa 1,5 miliardi di euro. Di questo, il 4,49% è stato acquistato direttamente dal governo tedesco, che voleva ridurre la sua partecipazione nella banca, mentre il resto è stato comprato tramite altre operazioni sul mercato. L’intera strategia, secondo quanto si apprende, è stata gestita dal team interno di Unicredit, senza l’aiuto di consulenti esterni.

 

Strategia in due fasi per arrivare al 100% di Commerzbank

Secondo i rumors, l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, avrebbe pianificato una strategia in due fasi per acquisire il 100% di Commerzbank. Nella prima fase il gruppo italiano potrebbe continuare ad acquistare altre azioni della banca tedesca, puntando a comprare sia la parte che lo Stato tedesco ancora detiene, sia quelle nelle mani di fondi e investitori privati. L’obiettivo è aumentare la propria quota e avvicinarsi al 20% del capitale totale di Commerzbank. Questo permetterebbe a Unicredit di instaurare un dialogo con i vertici e gli azionisti di Commerzbank, con la possibilità di raggiungere un accordo che faciliterebbe una futura offerta pubblica di acquisto (Opa).

 

Nella seconda fase, una volta rafforzata la propria presenza, Unicredit potrebbe lanciare l’Opa. Questo accadrebbe se il gruppo italiano riuscisse a superare una soglia di controllo, fissata al 25%. Dopo aver completato l’offerta pubblica di acquisto, Unicredit potrebbe fondere Commerzbank con la sua controllata tedesca, Hvb, ottenendo così dei vantaggi economici e strategici grazie alle sinergie tra i due istituti di credito, sia a livello operativo che geografico.

 

Tuttavia, i tempi dell’eventuale fusione non saranno brevi e il consolidamento bancario potrebbe non avvenire prima della fine dell’anno. Se poi l’operazione non dovesse andare a buon fine, Unicredit potrebbe comunque rivendere la sua quota in Commerzbank, che nel frattempo potrebbe aver aumentato di valore, realizzando così un guadagno. Questo rafforzerebbe i margini di profitto e il capitale del gruppo bancario italiano, anche se non è questo l’obiettivo principale dell’intera operazione.

 

Unicredit ha scelto una strada chiara

Per Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, “Unicredit ha scelto finalmente una strada chiaraper le proprie strategie di espansione: aumentare la propria esposizione sulla Germania. Il management del gruppo bancario italiano ha deciso di acquistare in parte sul mercato e in parte dal Governo tedesco una quota del 9% di Commerzbank, preparandosi a richiedere alla Bce anche la possibilità di aumentare la propria partecipazione”.

 

“Crediamo che le intenzioni del Ceo di Unicredit, Andrea Orcel, siano quelle di creare un grande polo bancario in Germania, tenendo conto che la banca italiana ha già una presenza forte in Germania con Hvb (HypoVereinsbank). Riteniamo che la strategia su Commerzbank possa essere vincente grazie alla possibilità di ottenere sinergie operative in Germania e di migliorare il proprio posizionamento nel comparto tedesco del corporate banking”, conclude Diodovich.

 

Unicredit potrebbe diventare il primo gruppo bancario dell’Ue

Unicredit (59,1 miliardi di euro di capitalizzazione), qualora dovesse completare la fusione con Commerzbank (14,7 miliardi), diventerebbe, con 74,8 miliardi complessivi, il primo gruppo bancario dell’Unione europea, superando la francese Bnp Paribas (70,3 miliardi), Intesa Sanpaolo (67,5 miliardi) e gli spagnoli del Santander (65,8 miliardi). Unicredit si prepara, dunque, a ritagliarsi un ruolo da vero protagonista nel settore bancario europeo e mondiale. Dopo il rilancio in Italia, risistemata sul piano commerciale, e con le risorse finanziarie realizzate, ora la seconda banca del Paese cerca una espansione in Europa, segnala il Centro studi di Unimpresa, secondo cui la scelta di Unicredit è caduta su Commerzbank, che di fatto è la Montepaschi tedesca, perché in Germania il gruppo italiano controlla già Hvb (dal 2005) e l’integrazione tra i due operatori tedeschi è molto più semplice.

 

“Avere un campione bancario europeo con la bandiera italiana è senza dubbio un fatto positivo per il nostro Paese, per il nostro tessuto produttivo e per le prospettive di crescita. Lo è in particolare per le Pmi italiane che fanno dell’export una leva fondamentale per il loro sviluppo. Se una banca italiana si espande all’estero, può dare un supporto più importante alle aziende italiane. Banche più grandi sono state auspicate anche dall’ex presidente del consiglio, Mario Draghi, nel suo rapporto sulla competitività recentemente consegnato alla Commissione Ue. Ciò che va rimarcato è che accanto a colossi finanziari capaci di competere con i giganti mondiali, come quelli americani e cinesi, devono poter coesistere anche realtà più piccole nel settore bancario: penso alle banche di credito cooperativo che riescono a stare, sui territori, accanto alle imprese e alle famiglie, in maniera non di rado più efficace rispetto a quanto facciano i giganti del credito”, commenta infine il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora.

 

Credits

immagine: Pixabay

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