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06/09/2024

Videogiochi cinesi in ascesa, Nvidia in caduta. Caos economico in Medio Oriente

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Questa settimana, tre temi tra Cina, Usa e Medio Oriente. Il videogioco cinese “Black Myth: Wukong” conquista il mercato, vendendo oltre 10 milioni di copie, segnando un punto importante nella guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Nvidia ha subito una storica perdita di capitalizzazione in un giorno. Infine, Israele affronta una grave crisi economica dopo 11 mesi di guerra e un impatto devastante sull’economia palestinese.

 

I videogiochi saranno il prossimo fronte nella guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina

Il videogioco cinese  “Black Myth: Wukong” ha venduto oltre 10 milioni di copie in pochi giorni dopo la sua uscita il mese scorso, e il suo successo è stato celebrato come una vittoria di soft power per la superpotenza asiatica. Ambientato nel mondo del romanzo classico “Viaggio in Occidente”, il gioco consente ai giocatori di controllare Wukong, il Re Scimmia, in un’avventura ispirata alla mitologia cinese.

Questo titolo segna un importante traguardo per l’industria dei videogiochi cinese, sostenuta dal governo attraverso politiche mirate a espandere la presenza globale dei giochi. Nonostante le criticità nei media occidentali-spiega Haiqing Yu is professor at the School of Media and Communication, RMIT University– il gioco ha dimostrato il potenziale della cultura cinese come strumento di influenza internazionale. Tuttavia, il successo di “Black Myth: Wukong” si inserisce in un contesto di crescente competizione tecnologica, in particolare con le restrizioni statunitensi sull’esportazione di chip avanzati, cruciali per lo sviluppo di giochi di alto livello.

Nvidia, leader nel settore delle unità di elaborazione grafica (GPU), ha promosso il gioco, affermando di aver contribuito a migliorare la grafica e la tecnologia. Per sperimentare il gioco alla massima qualità, i giocatori necessitano di GPU Nvidia come la RTX 4090, con costi elevati. Attualmente, gran parte della tecnologia e delle risorse necessarie per il gaming all’avanguardia proviene da aziende americane, lasciando la Cina a fronteggiare significative sfide nel potenziamento della propria capacità produttiva di chip.

 

Nvidia. La più grande perdita di capitalizzazione in un giorno

Restando su Nvidia. Le azioni sono scese di quasi il 10% martedì, causando una perdita di capitalizzazione di mercato di 279 miliardi di dollari, un evento senza precedenti nella storia del mercato americano, in quanto mai un singolo titolo aveva perso un controvalore così alto in un solo giorno. Altre statistiche evidenziano che tra le 10 massime perdite di capitalizzazione registrate in un giorno da tutte le società americane, 8 su 10 appartengono a Nvidia, tutte e 8 perdite avvenute nel 2024.

Questa flessione è avvenuta in seguito a notizie di un mandato di comparizione ricevuto dalla compagnia dal Dipartimento di Giustizia come parte di un’inchiesta antitrust, sebbene Nvidia abbia negato di averlo ricevuto. L’indagine non è ancora giunta alla fase di denuncia formale e si concentra sulla dominanza di Nvidia nel mercato dei chip per intelligenza artificiale, dove detiene oltre l’80% della quota.

L’azienda ha visto una crescita significativa grazie alla sua leadership nei chip AI per data center, sviluppati anni prima che i concorrenti come AMD e Intel entrassero nel settore. Molti dei suoi principali clienti includono giganti della tecnologia come Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon. Recentemente, Nvidia ha anche rilasciato nuove soluzioni software enterprise e ha iniziato a fornire server progettati interamente dalla società, cercando di espandere la propria offerta oltre i singoli componenti.

 

L’economia di Israele è stata colpita e danneggiata da 11 mesi di guerra

Dopo 11 mesi di guerra, Israele affronta la sua sfida economica più grande: il rallentamento del PIL è tra i più acuti nell’OCSE. Dopo un calo del 4,1% subito dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre, il PIL ha continuato a scendere, con diminuzioni dell’1,1% e dell’1,4% nei primi due trimestri del 2024. La crisi è aggravata da uno sciopero nazionale che ha bloccato temporaneamente l’economia, generando malcontento pubblico.

Sebbene le sfide economiche di Israele siano significative, sembrano minori rispetto alla devastazione di Gaza. Secondo le analisi di Amr Saber Algarhi e Konstantinos Lagos della Sheffield Hallam University per Asia Times, la guerra riduce gli investimenti e la fiducia dei consumatori, con previsioni di crescita per il 2024 abbassate all’1,5%. La Banca di Israele stima che il costo del conflitto potrebbe arrivare a 67 miliardi di dollari entro il 2025, mentre il deficit fiscale è previsto al 7,8% del PIL. Settori chiave come costruzioni e agricoltura stanno rallentando, e si stima che circa 60.000 aziende potrebbero chiudere nel 2024.

Il turismo ha subito un crollo dei visitatori e hotel a rischio di chiusura. La guerra ha colpito l’economia di Israele, ma l’impatto sull’economia palestinese è stato ben peggiore e richiederà anni per essere riparato. Molti palestinesi che vivono in Cisgiordania hanno perso il lavoro in Israele. Il commercio a Gaza è praticamente fermo, lasciando la popolazione a dipendere dagli aiuti e con infrastrutture vitali distrutte.

Gli effetti della guerra vanno oltre Israele e Palestina. Il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita del Medio Oriente “deludente” del 2,6% per il 2024. La guerra a Gaza, che si avvicina al primo anniversario, sta causando un pesante costo economico. Solo un cessate il fuoco duraturo potrà avviare la ripresa economica in Israele, Palestina e oltre.

 

 

 

Foto Credit:  “Nahaufnahme des Affenkönigs aus Black Myth: Wukong” von Marco Verch  via ccnull.de, CC-BY 2.0

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