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07/03/2025

Voci di Trumpcession per gli States, la Svizzera punta ai turisti ricchi e l’età legale per sposarsi in Cina

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Questa settimana, partiamo dagli USA, dove cresce il timore di una recessione. Poi, in Svizzera, il lusso cresce nonostante la crisi globale, con una domanda crescente da parte dei miliardari. Infine, in Cina, un consulente propone di abbassare l’età legale per il matrimonio a 18 anni per contrastare il calo demografico.

 

Si parla sempre più di “Trumpcession”

Il termine “Trumpcession” sta guadagnando popolarità mentre cresce la preoccupazione per una potenziale recessione durante l’amministrazione attuale. Le previsioni economiche indicano una contrazione del 2,8% nel primo trimestre del 2025, secondo il modello GDPNow della Federal Reserve di Atlanta. Diversi dati suggeriscono segnali di difficoltà per l’economia statunitense.

L’economia non sta crollando ma le politiche protezionistiche e i tagli governativi la stanno mettendo a dura prova. Gli investitori stanno iniziando a comprendere che l’amministrazione non sta bluffando riguardo l’imposizione di nuove tariffe. Trump ha annunciato una tariffa del 10% sui beni cinesi e del 25% su quelli provenienti da Canada e Messico, aumentando la volatilità del mercato.

I consumatori sono sempre più cauti, con l’incertezza che spinge molte famiglie a temere aumenti di prezzo. Le nuove tariffe potrebbero costare alla famiglia media circa 1.200 dollari all’anno, con effetti diretti su una vasta gamma di beni e servizi. Già oggi, rivenditori come Target e Best Buy hanno avvertito che i prezzi saliranno, alimentando ulteriormente l’incertezza.

Il mercato azionario, che aveva visto una crescita con l’insediamento dell’amministrazione Trump, sta ora vivendo un rallentamento. Il cosiddetto “Trump bump” è ormai finito, con gli indici S&P 500 e Nasdaq che hanno raggiunto i livelli del 5 novembre, annullando l’euforia iniziale legata alle promesse di tagli fiscali e deregolamentazione. Molti dei titoli che avevano beneficiato maggiormente di questo “bump” sono ora tra i più colpiti.

A differenza della prima amministrazione, scrive Bloomberg, quando le tariffe colpivano principalmente importazioni dalla Cina per 380 miliardi di dollari, questa volta Trump ha esteso il campo d’azione, introducendo tariffe su beni per un valore di 1,4 trilioni di dollari, inclusi prodotti provenienti da alleati chiave. Questa espansione delle tariffe aumenta il rischio di ripercussioni economiche significative, con potenziali effetti anche sui mercati globali.

Il rapporto ISM sulla manifattura e altre previsioni indicano un quadro di incertezze diffuse, con le aziende che sono riluttanti a investire o espandersi a causa della volatilità provocata dai dazi. A fronte di una crescita rallentata, di un mercato del lavoro più debole e di costi in aumento, l’economia potrebbe affrontare un lungo periodo di stagnazione, che è quella che spaventa i mercati.

 

Il lusso svizzero cresce nonostante la crisi globale

Mentre il mondo affronta conflitti, cambiamenti climatici e timori di recessione, il lusso non conosce crisi. Il numero di miliardari è in aumento e con esso la loro ricchezza, spingendo la domanda per esperienze esclusive. La Svizzera, da sempre simbolo di eleganza discreta, cavalca questa tendenza con una crescente offerta di hotel a cinque stelle.

Negli ultimi anni, le strutture di lusso stanno registrando un boom. Località come St. Moritz, Zermatt e Wengen offrono soggiorni con spa di eccellenza, ristoranti stellati e persino “ski butler” che accompagnano gli ospiti sulle piste. Gli Stati Uniti, i Paesi del Golfo e la Cina rappresentano i mercati chiave, con una clientela disposta a spendere senza limiti.

Secondo Markus Berger di Svizzera Turismo sentito da BBC, i soggiorni nei cinque stelle costituiscono solo l’8% delle notti prenotate, ma generano il 25% delle entrate turistiche. In un’economia ad alto costo come quella svizzera, la strategia punta sulla qualità anziché sulla quantità.

Tuttavia, l’ascesa del lusso solleva preoccupazioni. Località alpine come Wengen stanno introducendo appartamenti di lusso con servizi alberghieri, aggirando le leggi contro le seconde case vuote. La Società Svizzera per il Patrimonio denuncia il rischio di una perdita di identità delle comunità locali.

Anche la questione abitativa è delicata. Il personale degli hotel fatica a trovare alloggi accessibili, costretto a lunghi spostamenti per raggiungere il lavoro. Monika Bandi dell’Università di Berna avverte del pericolo di un “punto di rottura”, dove il lusso potrebbe snaturare le destinazioni.

Nonostante le criticità, gli investimenti nel segmento alto di gamma stanno rafforzando l’economia alpina, un tempo basata sull’agricoltura. Con l’aumento della ricchezza globale, la Svizzera sembra aver trovato la sua formula: non più turisti, ma più ricchi.

 

Un consulente cinese propone di abbassare l’età legale per il matrimonio a 18 anni

Un consigliere politico cinese ha suggerito di abbassare l’età legale per il matrimonio a 18 anni, con l’obiettivo di contrastare il calo della popolazione e “sbloccare il potenziale riproduttivo” del Paese. La proposta è stata riportata dal quotidiano Global Times, sostenuto dallo Stato.

Chen Songxi, membro del Comitato Nazionale della Conferenza Politico-Consultativa del Popolo Cinese (CPPCC), ha dichiarato che intende presentare una proposta che prevede l’allentamento completo delle restrizioni sulla natalità e l’introduzione di un “sistema di incentivi” per favorire matrimoni e nascite.

Le sue dichiarazioni giungono alla vigilia della riunione annuale del parlamento cinese, durante la quale si prevede che le autorità annuncino nuove misure per far fronte al declino demografico del Paese. Attualmente, in Cina, l’età legale per il matrimonio è di 22 anni per gli uomini e 20 per le donne, una delle più alte al mondo, mentre nella maggior parte dei Paesi sviluppati l’età legale è di 18 anni.

Chen ha affermato che l’età per il matrimonio dovrebbe essere abbassata a 18 anni, affinché sia allineata agli standard internazionali, e per aumentare la base della popolazione fertile, liberando il potenziale riproduttivo.

La Cina ha registrato una diminuzione della sua popolazione per il terzo anno consecutivo nel 2024, con un crollo dei matrimoni pari al 20%, il calo più significativo mai registrato. Le difficoltà demografiche del Paese sono in gran parte il risultato della politica del figlio unico, in vigore dal 1980 al 2015. Dal 2021, le coppie sono autorizzate ad avere fino a tre figli.

Chen ha sottolineato che la Cina dovrebbe rimuovere le restrizioni sul numero di figli per famiglia, al fine di rispondere “alle necessità urgenti dello sviluppo della popolazione nella nuova era”. Tuttavia, molte persone scelgono di non avere figli, scoraggiate dal costo elevato della cura dei bambini o dalla difficoltà di conciliare famiglia e carriera.

Per contrastare il calo delle nascite, le autorità cinesi hanno introdotto incentivi, come l’estensione del congedo di maternità, benefici fiscali e sussidi per l’abitazione. Tuttavia, la Cina è tra i Paesi più costosi al mondo per crescere un bambino, in rapporto al PIL pro capite, come evidenziato l’anno scorso da un importante think tank cinese.

Il CPPCC, organismo consultivo senza potere legislativo, si riunisce parallelamente al parlamento e include membri provenienti da vari settori, ma non ha autorità legislativa.

Foto credits: Foto di kalhh da Pixabay

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