Le azioni di Wizz Air Holdings Plc sono sprofondate di oltre il 24% nella seduta del 5 giugno alla Borsa di Londra, facendo registrare il peggior calo giornaliero dal 2020, quando la pandemia mise in ginocchio l’intero comparto del trasporto aereo. Il titolo è sceso fino a 1.259 pence, mandando in fumo centinaia di milioni di sterline di capitalizzazione e sorprendendo anche gli analisti più prudenti. Il tonfo arriva a poche ore dalla pubblicazione dei risultati finanziari relativi all’anno fiscale 2025, che si è chiuso il 31 marzo. I dati ufficiali hanno confermato una netta frenata dell’utile e un clima di forte incertezza sulle prospettive future.
Bilancio 2025: profitti in calo, ricavi in tiepido aumento
Wizz Air ha archiviato l’esercizio con un utile netto di 225,8 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 376,6 milioni dell’anno precedente. Il dato ha deluso le aspettative del mercato ed è risultato inferiore anche alla guidance già ridimensionata a gennaio (250-300 milioni). L’utile per azione (EPS) è sceso da 2,96 euro a 1,78 euro, un segnale di redditività in contrazione. I ricavi, pari a 5,27 miliardi di euro, hanno segnato un aumento limitato (+3,8%), sostenuti da una lieve crescita del traffico passeggeri, che ha raggiunto i 63,4 milioni, con un load factor(coefficiente di riempimento dei voli) in miglioramento al 91,2%.Tuttavia, i ricavi in sé non sono bastati a mascherare le difficoltà operative, i costi fuori controllo e la fragilità della catena logistica.
Motori difettosi e flotta a terra: il cuore della crisi
Il vero punto critico che ha colpito duramente Wizz Air è la lunga lista di aeromobili fermi a terra per problemi ai motori Pratt & Whitney GTF montati sulla flotta Airbus A320neo e A321neo. I motori sono affetti da difetti di fabbricazione che richiedono ispezioni approfondite e sostituzioni di componenti. Questo ha obbligato la compagnia a tenere a terra oltre 40 aerei, una cifra considerevole per un vettore che punta tutto sulla massimizzazione dell’utilizzo della flotta. Secondo le stime, ogni intervento richiede circa 300 giorni di manutenzione, creando una significativa carenza di capacità operativa proprio nei mesi chiave per i ricavi. I costi per leasing sostitutivi, personale inutilizzato e tratte cancellate hanno inciso pesantemente sulla marginalità del gruppo.
Prospettive 2026: manca la guidance, ma c‘è ottimismo su capacità e fatturato
In questo scenario di estrema incertezza, Wizz Air ha scelto di non fornire previsioni precise per l’anno fiscale 2026. Tuttavia, il CEO József Váradi ha dichiarato che la compagnia si attende una crescita della capacità superiore al 20%, favorita dalla graduale riconsegna dei velivoli ora a terra e dall’arrivo di 50 nuovi Airbus A321neo. Secondo il management, il fatturato complessivo sarà comunque superiore a quello dell’esercizio appena concluso, anche se rimangono forti dubbi sulla sostenibilità dei margini.
L’accordo con Pratt & Whitney e le contromisure strategiche
Per contenere l’impatto economico della crisi, Wizz Air ha raggiunto un accordo di compensazione con Pratt & Whitney, che coprirà parte dei costi operativi e delle perdite subite fino al 2026. Si tratta di una boccata d’ossigeno finanziaria, ma non sufficiente a eliminare l’incertezza che circonda la compagnia. Nel frattempo, Wizz Air ha iniziato a ridurre le spese operative, a ristrutturare rotte poco redditizie e a consolidare la propria posizione nei mercati chiave come l’Europa dell’Est, Israele, Emirati Arabi e India, dove il potenziale di crescita è ancora elevato e la concorrenza è più contenuta rispetto all’Europa Occidentale.
Un settore in ripresa ma sempre fragile
Il caso Wizz Air mette nuovamente in luce la fragilità del settore aereo europeo, dove anche i leader low-cost come Ryanair e EasyJet sono esposti a rischi tecnici e turbolenze operative che possono rapidamente erodere i profitti. Nonostante una domanda di viaggi in forte ripresa post-Covid, le compagnie aeree devono fronteggiare costi crescenti, pressioni ambientali, disponibilità limitata di aerei e, come nel caso Wizz, gravi problemi legati a fornitori critici. In questo contesto, l’assenza di una guidance sul 2026 non è solo un segnale di prudenza, ma anche il sintomo di un’incertezza sistemica che pesa sull’intero comparto.
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