Elon Musk è tornato a essere un trilionario. Non significa che abbia mille miliardi di dollari sul conto corrente, ma che il valore complessivo delle sue partecipazioni e degli altri beni ha nuovamente superato quota 1.000 miliardi di dollari. A riportarlo sopra quella soglia è stata soprattutto SpaceX, che lunedì 5 ottobre ha guadagnato il 7,63% al Nasdaq, chiudendo a 171,09 dollari. Secondo Forbes, il patrimonio di Musk è così salito a circa 1.046 miliardi, contro i 981 miliardi della fine della settimana precedente. Il titolo ha poi restituito parte del rialzo e giovedì ha chiuso a 160,57 dollari, ma il movimento resta uno dei casi di Borsa della settimana. Perché dietro la corsa di SpaceX non c’è soltanto l’entusiasmo per i razzi: gli investitori stanno iniziando a valutare la società di Musk come un gruppo che vuole mettere insieme spazio, telecomunicazioni e intelligenza artificiale.
Morgan Stanley vede SpaceX a 300 dollari
A innescare il rally di lunedì è stata soprattutto Morgan Stanley. La banca d’affari ha confermato il giudizio positivo sul titolo e un prezzo obiettivo di 300 dollari, cioè il livello che secondo i suoi analisti le azioni potrebbero raggiungere. Rispetto alla chiusura di lunedì, significava un potenziale rialzo di circa il 75%. A prima vista SpaceX non sembra affatto economica. La società vale oltre 2.000 miliardi di dollari, una cifra enorme rispetto ai profitti che oggi riesce a generare. Morgan Stanley sostiene però che il prezzo possa avere senso se nei prossimi anni gli utili cresceranno molto grazie a Starlink, Starship e ai nuovi progetti legati all’intelligenza artificiale. Il punto è proprio questo: Wall Street non sta pagando soltanto quello che SpaceX guadagna oggi, ma quello che potrebbe diventare domani.
Starship può cambiare i costi dei viaggi spaziali
Uno dei principali elementi su cui punta Morgan Stanley è Starship, il gigantesco razzo di nuova generazione sviluppato da SpaceX. La differenza rispetto ai razzi tradizionali è fondamentale. SpaceX vuole rendere riutilizzabili sia il primo sia il secondo stadio, cioè recuperare le parti principali del veicolo invece di perderle dopo ogni missione. Se l’obiettivo sarà raggiunto, il costo di ogni lancio potrebbe diminuire sensibilmente e SpaceX potrebbe aumentare il numero di missioni senza dover costruire quasi da zero un nuovo razzo ogni volta. Nei precedenti test la parte superiore di Starship è stata fatta ammarare nell’oceano. Il prossimo passaggio sarà dimostrare che può essere recuperata e riutilizzata. Per Morgan Stanley un successo nel prossimo volo di prova potrebbe rappresentare uno dei maggiori catalizzatori per il titolo dai tempi della quotazione di giugno.
Starlink vuole diventare anche un operatore telefonico
Ma la notizia forse più importante per capire dove vuole arrivare SpaceX è arrivata giovedì. La società ha raggiunto un accordo per acquistare un portafoglio nazionale di frequenze wireless nella banda degli 800 MHz. Le frequenze sono, in termini semplici, lo spazio attraverso cui viaggiano i segnali delle reti mobili. Quelle acquistate da SpaceX sono particolarmente utili perché riescono a coprire grandi distanze e a penetrare meglio attraverso muri, alberi e altri ostacoli. L’obiettivo è rafforzare Starlink Mobile, il progetto che punta a collegare direttamente i normali smartphone ai satelliti. Se funzionasse su larga scala, SpaceX non sarebbe più soltanto un fornitore di internet satellitare nelle zone difficili da raggiungere: potrebbe trasformarsi in un concorrente diretto degli operatori mobili tradizionali. Il mercato ha colto immediatamente il rischio. Nell’after-hours di giovedì, cioè negli scambi che avvengono dopo la chiusura ufficiale di Wall Street, dopo l’annuncio AT&T, Verizon e T-Mobile hanno perso circa il 6%, mentre SpaceX ha recuperato oltre il 2%.
Altri 40 miliardi per entrare nella corsa all’AI
SpaceX sta intanto preparando un’altra scommessa gigantesca. La società è in trattative per raccogliere 40 miliardi di dollari destinati all’acquisto di chip Nvidia per l’intelligenza artificiale: circa 10 miliardi attraverso prestiti bancari e altri 30 miliardi tramite obbligazioni. È una cifra enorme e mostra quanto si stiano allargando le ambizioni del gruppo. SpaceX non vuole più essere valutata soltanto sulla base dei lanci spaziali e di Starlink. Musk punta anche sulla capacità di calcolo necessaria per addestrare e utilizzare sistemi di intelligenza artificiale. Il rovescio della medaglia è evidente: più cresce il progetto, più aumenta il capitale necessario per finanziarlo. E con tassi di interesse elevati, raccogliere decine di miliardi attraverso il debito diventa costoso.
Da 135 a 171 dollari, ma il mercato pretende risultati
SpaceX si è quotata a giugno a 135 dollari per azione. Dopo aver toccato livelli superiori a 225 dollari, il titolo ha perso terreno durante l’estate prima di tornare protagonista nelle ultime sedute. Tra venerdì 2 e lunedì 5 ottobre ha guadagnato complessivamente oltre il 15% (dell’andamento post quotazione dei colossi del tech abbiamo parlato anche qui). Il ritorno di Musk sopra i mille miliardi fotografa quindi bene l’euforia che ancora accompagna il gruppo, ma anche la sua dipendenza dalle aspettative. Dopo il picco di lunedì, SpaceX ha infatti perso terreno nelle tre sedute successive. E i rischi non mancano. Starship deve ancora dimostrare la piena riutilizzabilità, la corsa all’AI richiede investimenti enormi e l’espansione internazionale di Starlink continua a scontrarsi con ostacoli regolatori, come dimostrano le tensioni degli ultimi giorni in India. Il caso SpaceX nasce proprio da questo contrasto: il mercato sta attribuendo un valore enorme a ciò che l’azienda potrebbe diventare, mentre molte delle scommesse decisive devono ancora essere vinte.
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